BOYS WILL BE BOYS Mostra fotografica di Giovanni Capriotti

BOYS WILL BE BOYS Mostra fotografica di Giovanni Capriotti

 

Associazione Culturale DaydreamingProject in collaborazione con Knulp presenta

BOYS WILL BE BOYS
Mostra fotografica di Giovanni Capriotti
Knulp
Via Madonna del Mare 7a Trieste
venerdì 17 marzo 2017 ore 19
a cura di Sergio Pancaldi e Nanni Spano

 

MOSTRA

Toronto è unanimemente considerata la città più multiculturale del mondo per le migliaia di migranti che attrae annualmente da ogni angolo del pianeta e dalle aree rurali e non del Canada. Il cambiamento delle proprie circostanze economiche e sociali costituisce l’attrattiva principale per la maggior parte degli immigrati recenti.

La popolazione LGBTQ spesso sceglie di vivere nei centri urbani più popolosi in cerca di una comunità di appartenenza e di tolleranza che spesso i piccoli centri non sono in grado di offrire. La discriminazione e l’omofobia sono due fattori che causano comunemente disagio tra omosessuali, lesbiche e transgender, incrementando sostanziosamente le percentuali dei suicidi, malattie mentali e altre situazioni con connotazioni negative.

Gli sport di squadra dovrebbero generalmente offrire opportunità di aggregazione e socializzazione, tuttavia l’idea di atleti omosessuali all’interno della comunità sportiva ha sempre suscitato resistenze e controversie. I ruoli per ciascun sesso sono costruiti e attribuiti dalla società nella quale viviamo. Il codice binario basato sul concetto maschile e femminile, è quello comunemente imposto dalla tradizione e in alcune circostanze peggiori anche l’unico tollerato dalla legge.

Nel rugby, per antonomasia un gioco duro, lo stereotipo più comune tendeva a considerare gli omosessuali più deboli degli eterosessuali, quindi inadatti alle dinamiche da ‘macho’ di uno scontro fisico costante. Fino a poco tempo fa la possibilità di giocatori omosessuali coinvolti nella palla ovale non era nemmeno contemplata dagli addetti ai lavori. Lo ‘spogliatoio’ dei rugbisti era da tutti considerato il santuario del machismo e i livelli di testosterone ne sconsigliavano l’accesso a coloro i quali non rientrassero nei parametri.

Fu questo senso di esclusione sociale e inadeguatezza, a spingere diversi giocatori di rugby, tenuti ai margini di questo sport nel quel di Toronto, alla creazione della prima compagine della palla ovale con una connotazione spiccatamente omosessuale. In maniera totalmente spontanea, Muddy York Rugby Football Club, nel corso degli anni, ha dato l’incipit e fornito il sostegno al processo di revisione del concetto di mascolinità all’interno della performance sportiva.

Più che una semplice squadra, il club riunisce giocatori, compagni di vita, supporters e appassionati sotto un’unica bandiera d’inclusione. A livello agonistico il team compete contro compagini prettamente di matrice eterosessuale nella Toronto Rugby Union. Ogni due anni partecipa alla Bingham Cup, da molti definita come il campionato del mondo di rugby LGBTQ e ogni anno organizza il suo Beaver Bowl, un torneo di fine estate che vede coinvolte squadre ‘inclusive’ e non.

 

Muddy York Rugby Football Club aderisce orgogliosamente all’International Gay Rugby Board e accetta giocatori di qualsiasi livello tecnico e orientamento sessuale.

Boys Will Be Boys vince il primo premio al Word Press Photo 2017

BIO

Giovanni Capriotti è un fotografo documentario nato a Roma nel 1972. Dopo aver terminato il Liceo Scientifico si trasferì ad Amsterdam e Londra attratto dalle scene creative di queste città durante gli anni 90. La passione per la fotografia ha sempre fatto parte della sua vita. Sebbene all’inizio non potesse permettersi una macchina fotografica decente, una Polaroid insieme a una vecchia Yashica furono le sue compagne inseparabili durante i suoi primi scatti. Dopo alcuni mesi nel Regno Unito, Giovanni s’iscrisse al London Communication College, per organizzare tutto ciò che aveva imparato da fotografo autodidatta.  Una volta terminato il college, il servizio militare, lo richiamò in patria. Dopo un anno speso al servizio dello stato e due viaggiando in Europa, fu assunto da una rinomata compagnia aerea, che incrementò notevolmente le sue possibilità di viaggiare. In seguito si appassionò di fotografia documentaristica e nel corso di quasi due decenni è riuscito a produrre diversi lavori ispirati da tematiche sociali, politiche e altri argomenti di attualità. Attualmente Giovanni, ottenuta una laurea con lode in fotogiornalismo dal Loyalist College di Belleville, Ontario, vive con la moglie Meredith e la figlia Lulu tra Montreal e Toronto. Il suo lavoro fotografico e video esplora diverse tematiche a livello mondiale e nord americano, sempre con un occhio di riguardo per le narrative visuali più intime, che spesso vengono snobbate o trascurate dall’attenzione generale.

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