IL TEMPERAMATITE 2  incontro n.5

IL TEMPERAMATITE 2 incontro n.5

4 aprile 2012

 

 

 

METROPOLITANA

 

Geometrie umane mi incastrano in una continua gara per la vittoria sullo spazio.
Dalla posizione angusta, conquistata a fatica avvolgo la mia stabilità alla fredda e liscia sicurezza del poggia mano.
Senza volere, accarezzo con la mano il soffice tessuto di una giacca e vengo sopraffatto da una cascata di ricordi. Mi sento schiacciare. Non voglio ricordare.
Volgendo lo sguardo altrove intravedo quella stessa verde poltroncina da dove il suo sguardo mi proiettò in un’altra dimensione, Ora è solo una vuota botola sul passato.
Le note della sua canzone preferita fuggendo dalle cuffie della mia vicina mi trafiggono ogni centimetro della pelle.
Nasi lentigginosi, orecchini di perle, voci con la stessa cadenza ritmata come subdoli fantasmi cercano di tenere vivi quei ricordi che con dolore avevo messo a tacere.
Tsunami di profumi familiari pervadono i polmoni insinuandosi a zig zag tra la marea umana.
Aromi variegati mi trascinano indietro nel tempo in un vorticare culinario fatto di cene, colazioni, aperitivi con il suo volto sempre lì, a roteare nella scena come il personaggio dello Stregatto del cartone animato di “Alice nel paese delle meraviglie”.
Quasi a rispondere con pietà al mio SOS mentale il nome della mai fermata compare su uno schermo nero, come un salvagente lanciato ad un naufrago.
Con gli occhi fissi sulla salvezza scruto ansioso fuori dalla porta mentre attendo immobile che il freddo serpentone pigro inizi a rallentare finché indolente si adagia fermandosi.
Finalmente, aperte le sue fauci, mi sputa fuori.
Inerte manichino mi lascio trasportare dalla folla e come un affamato, alla fine di un digiuno, mordo l’aria nel tentativo di sciacquare via per un momento, solo un momento, il suo ricordo.

PAOLA ALESSI

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