IL TEMPERAMATITE 2  incontro n.6

IL TEMPERAMATITE 2 incontro n.6

 

11 aprile 2012

il dialogo

 

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“Guarda che secondo me sta prendendo una brutta piega” – disse di schiena, finendo di salare in padella. Aveva buttato la frase là, con noncuranza, come fossero due piselli che rotolano sul pavimento per andare ad infilarsi chissà dove.
“Ma vabbè, dai … è primavera, che ci vuoi fare: sai, gli ormoni, comincia ad essere un’età difficile…”
“Non ascolta più quel che gli si dice!”
“Non puoi mica pretendere che ti si prenda alla lettera! E’ cresciuto, è naturale che dia il suo daffare”- e nascondendo l’irritazione col tovagliolo, piegò la bocca di sbieco: ecco a voi il piatto del giorno! Servito con tanto di contorno di velati rimproveri, silenzi calcolati, accuse sapientemente dissimulate dietro il tono indifferente, ed il tutto condito con una generosa passata d’isteria finale.
“Sempre a giustificarlo!” – ricominciò lei, alzando la voce – “ E certo, cosa ci si può aspettare mai da te! Sei praticamente il suo migliore amico, tu…mentre dovresti essere un punto di riferimento, l’adulto… e invece, nulla: solidarietà maschile, come chiamarla altrimenti?” e soffocò le sue ultime parole in una nube di vapore, scoperchiando la pentola sul fuoco. E bofonchiò ancora, restando di spalle: “ E sta pure diventando uguale a te: con quella lunga zazzera che gli pende sugli orecchi … proprio vero che finiscono con l’assomigliarti! Gli manca solo uno di quella specie di … collari di cuoio, con gli spuntoni d’acciaio, intorno al collo … neanche fosse un rotwailler!”
“Calma” – pensò lui – “ho da mantenere la calma o finisce male. E stasera ho la partitina tra amici e birretta finale, non me la perdo neanche se …”
“Beh, in effetti ho notato un comportamento un po’strano, ultimamente. Non sembra il solito Giampi che conosciamo” esordì pensosamente, suscitando l’occhiata allarmata di lei.
“Cioè? Spiegati meglio” e sgusciò sulla seggiola, accesa d’interesse.
“L’altro giorno ho parlato con Mariasole, sai, quella che sta in fondo alla via, con tre figli. Il suo pare sia rientrato più tardi del solito, sai? Hanno il passo carraio per cui arriva dentro veloce, e zac! Si infila nel portone e neanche te ne accorgi che ora ha fatto! Pensa: lei se n’è accorta perché ha lasciato le scale inzaccherate, mentre entrando in casa era tutto pulito!”
“Ma che stai dicendo?”
“Ma ti dico! Si è pulito sul zerbino per non farsi scoprire! Non voleva si sapesse a che ora fosse rientrato! Ma ti rendi conto che … che … premeditazione!? Come chiamarla altrimenti? Perché ha piovuto, sai? Quella sera aveva piovuto!”
“Aaaah … quindi tu pensi che fossero insieme!”
“Si, ora che ci penso, potrebbe proprio essere andata così. Dobbiamo affrontare la questione! Però, mica possiamo rinchiuderlo in casa, come quando era piccolo così ….” e allargò le mani, per poi trattenerle, quasi a contenere la preoccupazione.
“Maurizio, dobbiamo capire … c’è sempre un motivo dietro, se cambia così d’un tratto!” disse lentamente, in modo sommesso.
“Tu guardi troppa televisione! Sempre incollata a quei reality! Psicologia da quattro soldi! Ma questa è la vita vera: regole, quelle ci vogliono! E imporsi! Dobbiamo smetterla di chiudere gli occhi davanti all’evidenza …”
Dora si prese la testa tra le mani: “Maurizio, ti dico: potrebbe essere qualcosa di più serio. Smettila di trattarmi come una paranoica! Io penso … potrebbe essere, che ne so … un problema di salute?” azzardò, timidamente, con voce appena percettibile.
“Ma smettila di pigolare! Aveva con sé il cappotto!”
“Ma non parlo di quello, per chi mi hai preso? Smettila e prendimi sul serio per una volta! Io sto parlando … di uno specialista. Sì, proprio quello che ci serve: uno specialista!”
Maurizio s’alzò in piedi livido di rabbia: “Adesso basta! Finiscila di trattarlo come un bambino! Avesse mai avuto una regola da parte tua, sempre moine e smancerie! E dove vorresti portarlo, sentiamo? Da uno di quei dottori con le caramelle sopra la scrivania?”
“Beh, suvvia … che c’è di male ad allungargli un bocconcino dopo la visita? Tutti i veterinari fanno così!”

CHIARA URBANI

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