IL TEMPERAMATITE 2  incontro n.7

IL TEMPERAMATITE 2 incontro n.7

testo costruito a più mani sul modello del  “telefono senza fili”

 

 

STORIE SENZA FIILI

 

 

– Copriti bene: oggi soffia un vento freddo.
– Certo mamma… lo so che è freddo: non ho più dodici anni!

Antonio andò a cercare nell’armadio il cappotto che fino ad un attimo prima non aveva intenzione di mettersi, ma con quella madre lì era meglio non litigare. Semplicemente se non le avesse ubbidito non sarebbe uscito.
Per accumulare punti decise anche di scegliere un capo pesante. Così la salutò con un buffetto sulla guancia e un sorriso accomodante, tanto appena in macchina avrebbe buttato il cappotto sul sedile del passeggero “e chi s’è visto s’è visto”.
Appena salito in macchina cominciò a piovere ed Antonio si rammaricò di non avere con sé un ombrello. Fortunatamente trovò parcheggio vicino alla copisteria. Scendendo dalla macchina finì dritto in una pozzanghera. “Benvenuto in Cavana!”, lo canzonò un giovanotto di passaggio.
“Ah! Se dessi retta alla mamma… Però a me servirebbe l’ombrello ora!” Antonio fece ancora qualche passo ed entrò nel negozio. Qui non pioveva e non faceva freddo, c’era un camino acceso e nell’aria un aroma speziato. “Buon giorno.”
“Buon giorno, come posso aiutarla?”, chiese la commessa.
“Uhm, dal profumo che c’è qui dentro credo che ci trascorrerò parecchio tempo”, pensò Antonio.
Si sedette di fronte al caminetto, ordinò un bel punch caldo cercando di convincersi di essere in alta montagna a prendere il sole. Cominciò a sentire caldo, il giubbotto lasciò il posto al maglione, il maglione finì sullo schienale della poltrona e dopo un’ora e tre punch Antonio era in maniche di camicia, rosso come un pomodoro. Il pensiero di sua mamma e delle sue raccomandazioni lo fece sorridere. Si sentì quasi vittorioso. Oggi la mamma non avrebbe avuto ragione, proprio no! Oggi Antonio avrebbe avuto caldo!
Ed ecco spiegato quel misterioso ritrovamento avvenuto al Villaggio del Pescatore: la strana sfumatura bruna accanto alla sagoma pietrificata del dinosauro altro non era che il punch speziato accidentalmente versato dalla tazza quando aveva cominciato ad ondeggiare maldestro per la mezza ubriacatura. E quel taglio trasversale nella roccia, simile a un foglio di carta messo per traverso, altro non era che una multa preistorica per divieto di sosta!

le matite

 

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