IL TEMPERAMATITE 3   incontro n.7

IL TEMPERAMATITE 3 incontro n.7

 

STEREOTIPI MASCHILI

di Claudia Solazzi

 

Non era mica una gara di sopravvivenza stile Navy vattelappesca.

In fin dei conti era solo una normalissima partita! Perché avresti dovuto abbandonare a metà?

Siamo uomini, non femminucce che si arrendono alla prima difficoltà.

Io! ho fatto il militare, io. Quella sì è stata un’esperienza dura: quei cameroni da dividere con altri uomini.

Sì, si fa per dire, uomini. Ragazzini! Idioti! Che non sapevano come arrivare a fine giornata.

La branda dura, scomoda. Rifare i letti, lavare i piatti … lavori da femmina!

E le levatacce in piena notte, e le guardie con tutti i tempi.

Mai mi sono lamentato, io!

Invece adesso, neanche il divertimento questi giovani sono capaci di sopportare.

Per loro è tutto faticoso. Difficile. Ma soprattutto dovuto.

Non ti regala niente nessuno, in questo mondo. Sarebbe meglio impararlo da subito.

Ma come sempre la colpa è loro!

Le donne.

Li coccolano, li viziano. Ne fanno dei rammolliti!

“Il mio bambino!”

Ha 25 anni e non sa ancora neanche divertirsi!

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PENSIERI DI UN UOMO QUALUNQUE IN UN GIORNO QUALSIASI

di Elena Valassi

Ho sbagliato a mettermi questa giacca così pesante, ora ho troppo caldo. Siamo a fine novembre e sembra di essere in primavera. Non devo più ascoltarla. Le donne ed i loro suggerimenti. I suoi poi sono più ordini che consigli.

Me la sono scelta ed ora me la devo tenere. Almeno mi lasciasse lei. Sarei l’uomo più felice del mondo.

Cazzo che caldo!

Sono così ridicolo con questo piumino, le piaceva, l’ho comprato. Fosse stato un regalo almeno, invece me lo sono pagato io. E quella sera ho pagato anche aperitivo e cena. Siamo fidanzati da cinque anni non devo conquistarla. Non dovremo dividere solo le spese per la casa ma anche tutto il resto. Io non ho poi molti vizi. Lei invece con tutti quei vestiti, quelle scarpe e quelle borsette che si compra, lei si che pesa sul budget familiare. Ma che dico, non siamo una famiglia noi. Non ancora almeno. Lei lo vorrebbe, io non sono pronto.

Non sopporto tutto quello che si compra, e poi chi se ne frega di come si veste, siamo insieme da troppo tempo, io guardo solo le altre ormai.

Ha occupato anche una parte del mio armadio. Non la sopporto. Neanche lei credo mi sopporti. Mi critica sempre. Niente di quello che faccio o dico va mai bene. Mi dice: “lo fai per farmi arrabbiare”. Neanche fosse farla incazzare la mia unica missione della giornata. Neanche se elaborassi piani la sera, prima di andare a dormire, per farla piangere.

Non la sopporto, la odio, la devo lasciare. No, aspetterò che mi lasci lei.

Ma perché sto pensando a queste stronzate, c’è la partita oggi, devo muovermi. Luca e Francesco mi aspettano al bar. In via Battisti non troverò parcheggio, questo si che è un bel problema.

Però prima devo chiamarla, lì dentro il cellulare non prende. “Pronto, ciao amore mio? Che fai? Mi manchi…”

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