IL TEMPERAMATITE  incontro n.14

IL TEMPERAMATITE incontro n.14

24 aprile 2012

 

binari obbligatori: letto temporale furto fratelli e imperfetto

 

 

 

La banda Ford

 

La banda Ford usava sempre una Ford Taunus 1973 verde  per i suoi colpi. La banda era composta  da tre fratelli, il più vecchio, alto e magro,  era la mente, mentre gli altri due, di statura media, uno robusto e l’altro grasso, andavano a rimorchio. Il fratello maggiore era metodico nella pianificazione dei furti, ma era consapevole del fatto che i suoi fratelli erano particolarmente inclini a distrarsi. Questo aveva   intralciato spesso l’esecuzione dei piani, una ventina tutti andati perfettamente a segno, salvo per qualche intoppo dovuto al fatto che i due fratelli, il medio e il minore, si distraevano non appena trovavano una camera da letto. Volevano a tutti i costi provare il letto. Non c’era verso, il fratello maggiore sapeva che doveva sempre calcolare un margine di tre o quattro minuti dedicato a questo, prima della fuga.
Una notte la banda era entrata nella sontuosa villa a due piani di un regista teatrale. Pioveva, c’erano fulmini e lampi, e i due fratelli, il medio e il minore,  inquieti più del solito,  erano saliti subito al  piano superiore per cercare  la stanza da letto del regista, mentre il fratello più vecchio apriva la cassaforte al piano terra.  Girava metodicamente la ghiera numerata per trovare la combinazione, guardava l’orologio, e calcolava il tempo che ci  voleva a lui per svuotare la cassaforte e ai due fratelli , il medio e il minore,  per fare il test al letto del regista. Quattro minuti al massimo. Poi altri due per uscire e prendere la Ford Taunus del ’73 verde che avevano parcheggiato in una stradina laterale che dava sui campi. Aspettava, 1, 2, 3, 4 minuti, e quei due lassù non si spicciavano. 6 7, cominciava ad essere pericoloso fermarsi. 8, 9, erano impazziti quei due pensava mentre con il borsone della refurtiva, gioielli e banconote, saliva le scale che portavano al piano superiore della villa. 10, 11,  un lieve rumore metallico proveniva dall’ultima porta in fondo che era socchiusa. 12, 13, mentre spingeva la porta, pensava che questa era l’ultima volta che quei due facevano il gioco del letto, perchè rischiavano di farsi mettere dentro per una stupidaggine. Contava ancora, 14, 15, quando fermo sulla soglia,  il suo sguardo vagava spalancato sui resti umani sparsi sul letto a baldacchino con le cortine di seta bianca,  fermate  da una grossa  passamaneria a frange dorate. Aveva riconosciuto sulla trapunta di seta rosa pallido, una testa col berretto di lana nera  del fratello medio e un braccio con il giubbotto blu del fratello minore, mentre il resto era schizzato in ogni angolo della stanza, e colorava la tappezzeria  di strisce rosse di sangue.
A lato del letto, su  una monumentale sedia in legno a volute intagliate, stava seduto il padrone di casa, un uomo dai  folti capelli bianchi, vestito con una dolcevita nera e  pantaloni neri, che reggeva in mano un badile e nell’altra un accetta da boscaiolo macchiate di rosso cupo. Sorrideva e guardava soddisfatto il fratello maggiore che se ne stava in piedi paralizzato dallo spettacolo raccapricciante.
“Sin da piccolo non sopportavo quando durante un temporale qualcuno si metteva disteso sul mio letto.” aveva detto il regista. Il fratello maggiore non era sicuro di  aver sentito quelle parole,  perchè con un balzo era uscito dalla stanza, e  corso giù  a precipizio dalle scale,  aveva infilato la porta d’ingresso in mezzo secondo,  raggiunto la Ford Taunus verde del 73, messo in moto e volato sotto la pioggia sulla strada buia e lucida  che lo riportava a casa. Appena arrivato a casa, non si ricordava se aveva chiuso o no la cassaforte. Gli sembrava di sì.

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Tentativo n.2

 

 

 

 

 

 

 

 

Dottore: Adesso useremo le associazioni. Le dirò alcune parole e lei dovrà dire la prima cosa che le viene in mente. D’accordo?
Paziente:  Sì.
Dottor :  Cominciamo?
Paziente: Sì.
Dottore:  Temporale.
Paziente: Letto.
Dottore:  Furto.
Paziente:  ……..
Dottore:  Fratelli.
Paziente:  Tre.
Dottore:  Letto.
Paziente: ………
Dottore  Imperfetto.
Paziente:  ……….
Dottore: Ford.
Paziente: Taunus.
Dottore: Colore.
Paziente: ……….
Dottore: 1973.
Paziente: Ma non aveva detto parole?
Dottore:  Zitto.
Paziente:  Come vuole.
Paziente:  Però..
Dottore:  Zitto
Dottore:  Notte.
Paziente: Porta.
Paziente: ……
Dottore:  Bene. Abbiamo finito. Può andare per oggi.
Paziente: Grazie dottore.
Dottore: Ci vediamo domani.
Paziente: Sì.
Paziente: Però …
Dottore:  Zitto.
Paziente: Imperfetto.

otilia

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Fratelli, letti & Co.

 

In una casa in cima ad una collina a picco sul mare vivevano tre fratelli: il più vecchio, Gino, era anche il più tonto, quello mezzano, Dino, era così pauroso che in paese tutti lo chiamavano “lo struzzo” mentre il più giovane, Pino, aveva tutte le doti e le virtù che mancavano agli altri due.
Giorno dopo giorno i tre fratelli, dopo una lunga giornata di lavoro, rincasavano assieme sul far della sera: Gino si avvicinava al portone e, ogni sera, provava tutte e cinque le chiavi ma, infine, apriva l’uscio. Dino, ogni sera, si nascondeva paurosamente con una scusa dietro a Pino: fantasmi,mostri, buio e creature spaventose erano il suo tarlo, la sua ossessione.
Alla fine però, ogni sera, entravano assieme,si recavano in cucina ed iniziavano i preparativi per la cena. Ma quella non era una sera come le altre: era una sera buia e tempestosa.
Come sempre Gino aveva un solo compito: le immondizie; era così tonto che non gli riusciva nient’altro. Dino d’altro canto era così fifone che temeva lame e coltelli; non ne toccava di nessun genere a tavola, come prima o dopo i pasti. Pino invece aveva così tante doti e virtù:cucinava, apparecchiava, rassettava. Ogni sera, poi, tutti e tre salivano le scale che conducevano alla camera e, assieme,si coricavano nel grande lettone. Ma quella non era una sera come le altre,era una sera buia e tempestosa. Aprirono la porta e…il letto non c’era più: la luce dei lampi, quella sera, rischiarava solamente le pareti spoglie della stanza vuota mentre il suono dei tuoni echeggiava in maniera sinistra. Gino era così tonto che non sembrava affatto stupito della scomparsa. Aveva così sonno…Come ogni sera, aveva indossato il suo pigiama e dormiva beato sul pavimento mentre Pino era ancora davanti alla stanza, sul pianerottolo. Dino invece sembrava impazzito: correva, girava per la stanza, urlava: “I ladri, i ladri!”, tremava, batteva i denti. Era così spaventato che i suoi passi,uno dopo l’altro, l’avevano portato dritto fuori dalla casa, fin giù in paese, prima del fragore del tuono successivo.
Pino invece sorrideva, anzi, se la rideva. Non c’era stato nessun furto. Il letto era semplicemente nella stanza accanto. Ce l’aveva messo lui. Era stufo dei versi animaleschi dei suoi fratelli, stanco delle notti insonni; aveva bisogno di riposare in santa pace, almeno per una notte. Aveva così tante doti e virtù che aveva previsto perfettamente le reazioni dei due. Ora, da solo e beato nell’enorme lettone, sorrideva: non era proprio una notte come le altre!

G.D.

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Capra e cavoli e….

(Tentativo n.2)

 

 

 

Dottore: Adesso useremo le associazioni. Le dirò alcune parole e lei dovrà dire la prima cosa che le viene in mente. D’accordo?

Paziente:  Sì.
Dottor :  Cominciamo?
Paziente: Sì.
Dottore:  Temporale.
Paziente: Letto.
Dottore  Imperfetto.
Paziente: Lessi?
Dottore: Imperfetto
Paziente: Leggendo?
Dottore: Imperfetto
Paziente: Ma io intendevo letto in quanto giaciglio non in quanto voce del verbo leggere. Meglio essere a letto in una notte di temporale, intendevo.
Dottore: Ah…allora…fratelli, tre.
Paziente: Il lungo,il corto, il pacioccone.
Dottore: Quale?
Paziente: Quale cosa? Chi?
Dottore: Dica lei
Paziente: Il corto
Dottore: Imperfetto
Paziente: Perché? Ce l’ha con i corti?
Dottore: Zitto
Paziente: Come vuole ma…
Dottore: Zitto. Notte
Paziente: Detto
Dottore: Imperfetto
Paziente: Dissi?
Dottore: Imperfetto
Paziente: Dicendo?
Dottore: Imperfetto
Paziente: Ma io intendevo detto in quanto proverbio popolare non in quanto voce del verbo dire. La notte porta consiglio,intendevo.
Dottore: Ah…allora…furto
Paziente: Peccato
Dottore: Peccati, sette.
Paziente: Lussuria, gola,cupidigia, avarizia…
Dottore: Quale?
Paziente: Quale cosa?
Dottore: Dica lei
Paziente: La prima?
Dottore: Non so, dica lei
Paziente: Detto. Imperfetto. Comunque io intendevo peccato in quanto esclamazione non in quanto atto… impuro. “Peccato!”, intendevo.
Dottore: Ah….allora…
Paziente: …allora, abbiamo finito…per oggi.

G.D.

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“Te lo racconto”

 

Aveva sentito dire che dopo il furto del “letto del temporale” per mano dei Fratelli Jenkins in quella zona non aveva più piovuto,  nemmeno una goccia da 9 mesi in qua!
Suo nonno, lo sciamano del villaggio, si appisolava qualche volta su quel letto del temporale, e dopo un paio d’ore si sentiva lo scrosciare dell’acqua. Una bella e copiosa pioggia cadeva abbondante per la gioia degli agricoltori del villaggio.  Adesso oltre alla carestia d’acqua, che era molto preoccupante, si aggiungeva la mancanza di riposo del nonno. Infatti il povero vecchio alternava vari letti per i suoi sonni. Usava il letto del  sole, oppure quello della nebbia ma anche quello del vento, e quando qualcuno lo faceva arrabbbiare davvero, quello della grandine ! Ma per quest’ultimo il nonno non aveva molta simpatia, infatti aveva difficoltà mentre lo apriva, così nel frattempo si placava d’animo e lo rimetteva via, per il generale sollievo di tutti i fratelli del  villaggio.
Il nipote dello sciamano, Volpe  Volante,  aveva avuto così quasi d’istinto, l’idea di andare ad acciuffare i Fratelli Jenkins e recuperare l’oggetto del furto : il letto del temporale.
Aveva sentito dire che a sud del deserto di Sonora, delle persone si stavano arricchendo con un parco acquatico. Un vero e proprio luna-park pieno e zeppo d’acqua in mezzo alla zona più arida di quel deserto. Qui gatta ci cova aveva subito pensato Volpe! Non si doveva esser un genio per fare due più due uguale a quattro. L’idea di telegrafare  al suo amico Occhio Imperfetto, purtoppo il tapino era strabico, per chiedere notizie sull’ Acquafan (No fun bensì fan) l’aveva avuta Cervello Lucente, amico di lunga data di Volpe, e dopo un paio di giorni la risposta. Una busta gialla che conteneva due biglietti per l’Acquafan ! Belli stampati in carta verde dollaro che riportavano la scritta  “Free Entrance – Valid for one adult only.”
Sotto in piccolo, ma molto in piccolo si leggeva : Jenkins Bros. All rights reserved.
Volpe ormai aveva perso il sonno per capire il significato di  quella scritta sul biglietto. Si sapeva che la pista poteva essere quella giusta pero’ troppo poche certezze per intraprendere un lungo e faticoso  viaggio; in più c’era l’enigma della scritta piccola ! Perché così in piccolo ? Per fortuna nel villaggio viveva Grosso Teschio,  Volpe aveva riposto in lui tutte le sue speranze e come al solito  Grosso Teschio  non deludeva !!
Ingresso Libero – Valido per un adulto.
Ecco ora era tutto più chiaro, ma nessun particolare sfuggiva a Grosso Teschio, nemmeno quello più minuscolo !! Con il suo indice indicava la traduzione della scritta piccola. Aveva il sorriso di un ragazzino delle elementari con un bel voto sul quaderno : Jenkins Bros … significava….. significava : FRATELLI JENKINS !!! BINGO!!!
Lento sbuffava il cavallo d’acciaio lungo la desolata piana arida, ad ogni stazione la speranza aumentava perché la meta si avvicinava. Capolinea : Dry Springs.
Un lunga coda di persone si accalcava vicino l’entrata. Volpe si sentiva agitata, ancora un paio di persone e poi toccava a lui. Entrare gratis ! Che goduria. Ma non dimenticava la sua missione cioè lui era quello che doveva riportare il “letto del temporale” a casa.  Una scritta campeggiava sopra l’entrata : Welcome to Jenkins’ Bros. Acquafan.  Con fare arguto Volpe rideva sotto i baffi:  Polli questi Fratelli Jenkins ! Lui conosceva il loro segreto. Bros. significava Fratelli. Aveva smascherato gli autori del furto !! Ma Volpe aveva un problema, lo sceriffo di Dry Springs era un noto manigoldo colluso con i fuorilegge perciò doveva farcela tutto da solo. Così  l’idea.
Nemmeno Grosso Teschio o Cervello Lucente  potevano avere idee così brillanti.
Stava di fronte alla cassiera e Volpe chiese di chiamare con l’altoparlante i Fratelli Jenkins. Dall’altra parte gli si rispondeva che non c’erano dei “Fratelli” qui al parco. Volpe furente ripeteva che lui aveva letto all’entrata e di sicuro ci doveva essera la famiglia Jenkins qui al parco. Volpe decise che doveva giocare il suo asso nella manica, adesso a mai più. Così chiese alla cassiera la chiamata con l’altoparlante per i  Jenkins Bros…..  Junior o Senior gli chiese la cassiera. Audace egli rispondeva : entrambi.

– Jenkins Bros ! Prego alla cassa 3
– Jenkins Bros ! Prego alla cassa 3
Dopo un paio di minuti ecco da lontano che arrivavano tre uomini, a verderli non si poteva sbagliare erano fratelli. Su nel cielo si ammassavano delle nubi, stava per arrivare un temporale. Volpe non aveva dubbi : eccoli gli autori del furto. Il più piccolo aveva in mano una valigia. Ma la valigia conteneva qualcosa, ma sì conteneva un letto. Volpe senza indugio alcuno scattava avanti e portava via di mano il letto da uno dei fratelli Jenkins. I fratelli rimasero in silenzio mentre  Volpe  si allontanava nel deserto come un lampo.
Raggiunta una distanza di sicurezza che Volpe reputava sufficiente,  si mise a sedere. Stanco della corsa lui finalmente si decideva a riposarsi un poco. E perché no ? Aveva un bel letto tutto per sé. Mentre si distendeva sul giaciglio vedeva qua e la delle nubi nel cielo, ma che importava. Mentre si stava addormentando delle gocce di pioggia. Ma che importava, anzi faceva molto caldo. La pioggia era caduta per tutto il pomeriggio ed aveva creato un’onda di piena  nel letto secco del fiume così forte che questa aveva spazzato via Volpe e il letto del temporale.
Di Volpe non si avevano più avuto notizie dopo quel fatto così lo sciamano del villaggio non aveva altra scelta che recarsi al nuovo Ikea appena aperto a 2 miglia dal villaggio.
I fratelli del villaggio avevano visto giusto e da lontano la figura dello sciamano resa scintillante dal sole cocente sembrava come un venditore ambulante da tanti pacchi che aveva in mano, su che cosa aveva comprato il vecchio non c’era dubbio : un nuovo bellissimo “letto del temporale” – made in China.

Denisio T.

(assente, ma ha fatto i compiti)

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Tentativo Namba tu * –  “Te le racconto”

*n.2

 

 

 

 

 

 

 

Dialogo tra il dottore, detto Doc, e il paziente Volpe Volante. Volpe è in cura dallo psicoanalista in quanto sofferente di idrofobia.
Doc: Adesso useremo le associazioni. Le dirò alcune parole e lei dovrà dire la prima cosa che le viene in mente. D’accordo?
Volpe Volante : Augh
Doc : Prego risponda con un sì oppure no
Volpe V. : Bene
Doc : Sì oppure no, la prego Sig. Volpe segua le regole. Iniziamo : ecco la prima parola –  Temporale
Volpe V. : Letto
Doc : Furto
Volpe V. : Fratelli
Doc. : Acquafan
Volpe V. : Paura
Doc. : 90
Volpe V. : Acqua
Doc. : Salvagente
Volpe V.: Canotto
Doc.:  Silicone
Volpe V. : …..
Doc. : La prima cosa Sig. Volpe, suvvia veloce
Volpe V.: …. Zucca Solitaria
Doc. : Zucca Solitaria ?!!
Volpe V.: Si la squaw di capo Occhio Imperfetto, sembra che si sia tolta come le Amazzoni un seno per tirare meglio con l’arco. Ma capo Occhio Imperfetto si è lamentato così lei si è fatta una protesi in silicone da usare durante accoppiamento con grande capo. Una questione di equilibro pare…………..
Doc. :  Riprendiamo  – Fiume
Volpe V. : Grossa Onda
Doc. : Un’ altra squaw ?
Volpe V. : No, no grossa onda che portato via Volpe mentre dormiva.
Doc. : Bene, allora : Fratelli
Volpe V. : Bros. ( con un sorriso arguto)
Doc. : Stella
Volpe V. : Sceriffo
Doc. : Sonora
Volpe V. : John Ford
Doc. : Ombre
Volpe V. : Diligenza
Doc. : Viaggio
Volpe V. : Cerrapungi
Doc. : Cerrapungi ?
Volpe V. : Sì, sì Cerrapungi
Doc. : Estate
Volpe V. : Partenza
Doc. : Destinazione
Volpe V. : India
Doc. : Mezzo
Volpe V. : Surf con letto del temporale
Doc. : Casa
Volpe V. : Jungle of Cherrapunjee
Doc. : Adesso ho capito !!!!
Volpe V. : Gioco a premi condotto da Corrado ?!
Doc. : No Sig. Volpe Volante, finalmente si è dipanato il segreto dell’estate di Cerrapungi……….

 Denisio T.

 

 

 

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