IL TEMPERAMATITE incontro n.5

IL TEMPERAMATITE incontro n.5

   LE DUE AMICHE

   di Elena Valassi

 

Da quanto tempo siamo amiche?” chiese Tamara.

Dalla prima elementare” rispose Teresa.

E come siamo diventate amiche io e te a sei anni?”

Credo perché il primo giorno di scuola indossavamo la stessa giacca” e mentre pensava a lei bambina quasi si mise a piangere. Era così Teresa, sentimentale e con le lacrime in tasca. Certi pensieri la facevano commuovere.

Tamara” disse poi quando il rumore del traffico la riportò alla realtà “ci pensi mai a quel periodo?”

No, non ci pensava mai, la vita di Tamara era nel presente. Erano così diverse quelle due donne. Da bambini ci scegliamo gli amici che abitano nella nostra stessa via, che vengono a giocare nel nostro cortile il pomeriggio. E alle volte semplicemente perché il primo giorno di scuola la bambina seduta nel banco davanti a te indossa una giacca del tuo stesso colore.

No, non ci penso mai a quegli anni”.

E perché?”

Perché non sono come te, affezionata a tutti quei ricordi lontani. Io non guardo indietro, a me interessa solo quello che verrà”. Forse avrebbe voluta aggiungere di non essere una persona pietosa e patetica come lei, ma non lo fece, non avrebbe sopportato pianti e singhiozzi. Non oggi almeno.

Ti vedo pensierosa”.

Lo sono infatti, si vede che mi conosci”. Teresa sorrise senza notare il tono sarcastico della sua amica.

Mi vuoi dire cosa c’è che non va, ti prego solo di non raccontarmi nulla di triste, non voglio dare spettacolo in questa caffetteria e mettermi a piangere”.

Non ti preoccupare non è nulla che a te può sconvolgere la vita” e quelle parole le uscirono amare, come stesse parlando con qualcuno che odiava profondamente.

Quindi non sono problemi di salute, giusto?”

No sono sanissima, anche se prevedo che un giorno toccherà morire anche a me”.

E’ successo qualcosa a Francesco?”

No, anche lui sta bene” almeno era quello che le sembrava quelle poche volte che si vedevano, ma quella era un’altra storia ancora.

Ti hanno licenziata?”

No, purtroppo prevedo di dover lavorare in quel manicomio fino alla pensione”.

E allora?” chiese Teresa sempre più curiosa.

Non aveva voglia di raccontare niente a quel bel visino che la scrutava perplesso, come se avesse disegnato in fronte un grosso punto di domanda. Non ne aveva voglia davvero. Sapeva che non avrebbe capito. Erano così diverse, amiche per caso. Si erano scelte a vicenda da bambine solo perché le loro mamme, in quel primo giorno di scuola, avevano scelto per loro una giacca dello stesso colore. Era blu chiaro con i bottoni neri cuciti con il filo bianco. Nessuno indossa più vestiti del genere, era l’inizio degli anni ottanta. Abbondantemente l’altro secolo.

L’avesse conosciuta adesso, da adulta, sarebbero rimaste delle conoscenti. Nulla di più.

A che cosa stai pensando” chiese Teresa ora più preoccupata che curiosa.

Proprio a niente, cara, pensavo potremmo andare a fare shopping, ho voglia di comprarmi una bella giacca di un rosso acceso”.

Ti accompagno volentieri, anche a me piacerebbe una giacca di quel colore. Sai quanto amo copiare il tuo stile”

Si alzarono da quel cafè e se ne andarono via, sorridendosi, come solo le donne sanno fare. Unite da niente, eppure dai ricordi di una vita assieme iniziata il primo giorno di scuola.

 

 

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    DIALOGO

    di Barbara Milazzi

 

 

 

 

 

– Mamma, mammaaaaa, maaaammmaaaaaa!

– Filippo, cosa c’è adesso?

– Ho fame!

– Studia Filippo! Devi finire i compiti!

– Uffa mamma ti ho detto che ho fame!

– Ti porto un panino?

– Sì, di salame.

– Va bene, ma poi studia!

– Mamma… perché ci sono le stelle nel cielo?

– Filippo! che domande… ci sono perché… insomma, si dai..nell’universo ci sono tante stelle, i pianeti, il sole…

– A scuola ci hanno detto che anche le stelle muoiono.

– Sì, è vero. Ogni tanto succede.

– Ma lo sai che Maria oggi non è venuta a scuola?

– Filippo adesso studia dai! Ti porto il panino!

– La maestra ha detto che non si sa quando tornerà…

– Non preoccuparti Filippo. Vedrai che sta bene e che torna domani.

– …la mamma piangeva quando parlava con la maestra durante la merenda…

– Ma no Filippo dai! Cosa pensi mai! Avrà avuto il raffreddore! Adesso studia!

– Mamma…

– Sì?

– Cos’è la leucemia?

– Ma Filippo! Dove hai sentito questa parola? È una malattia molto brutta.

– Mamma… Maria morirà come le stelle?

 

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     DIALOGO

     di Claudia Solazzi

 

 

 

 

Pioggia, maledetta pioggia!

Sono andata a guardare le previsioni del tempo?

Io, che non lo faccio mai!

Io, che odio quelli che lo fanno!

Io, che ho sempre detto che sono più forte di tutti i Bernacca del mondo.

Mi sono lasciata fregare sempre dal mio solito modo di fare 

Pensare prima agli altri

E sì che di botte ne ho prese 

Di delusioni e frustrazioni sono l’esperta mondiale

Ma perché è così difficile pensare a me?

E fare sempre giri di parole

E usare quei punti di sospensione

Sperando che lui

Lui che è sempre di corsa

Ed ha sempre quel pensiero fisso

Lavorare

E so il perché

E mi piace

Anche per questo

Arrivi a capire che vorrei dire

Semplicemente…

Pioggia, maledetta pioggia!

Ma lei non andrà a guardare le previsioni del tempo!

Non lo fa mai!

Odia quelli che lo fanno!

Lei

Che è sempre stata più potente di tutti i Bernacca del mondo!

Riuscirà a pensare a se stessa, stavolta!

Riuscirà ad evitare quei giri di parole e quei puntini che mi affascinano

Ma al tempo stesso non riesco ad interpretare

Corro sempre

Lei, che sa il perché

Riuscirà a farmi dimenticare

Per un momento almeno

Il lavoro… “Pronto?”

“Ciao! Pensavo …”

“Sì?”

“Avevamo fatto un sogno, ricordi?”

“Sì!”

“E… se la pioggia… fosse proprio quella di domani?”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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One Responseto “IL TEMPERAMATITE incontro n.5”

  1. corrado premuda ha detto:

    Questo incontro, incentrato sui dialoghi, ha prodotto risultati brillanti secondo me: ecco alcuni lavori

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