works:
MICHAEL PAPENDIECK
NOPUSSYBLUES
GUIDO ZAMATTIO
TULLIA MASINARI
DOMENICO NOTARANGELO
associazione culturale
works:
MICHAEL PAPENDIECK
NOPUSSYBLUES
GUIDO ZAMATTIO
TULLIA MASINARI
DOMENICO NOTARANGELO
works:
GIOVANNI CAPRIOTTI
BENEDETTO RIBA
NICOLA VILLA
MICHELE LECCESE
GIULIANO CESCO
“United We Stand”
ovvero immagini dalla protesta dei rifugiati politici nel marzo 2008, Mac Leod Ganj – INDIA
(sede del Dalai Lama e del governo tibetano in esilio)
di GIOVANNI CAPRIOTTI
Gli “spazi umani” di NICOLA VILLA tradotti in materia pittorica con un linguaggio a metà tra la narrazione e il documentario e con un approccio a metà tra lo scientifico e l sensoriale
“Unusual Perspectives”
Angolature impossibili ed ironiche sperimentazioni fotografiche di MICHELE LECCESE
Le elaborazioni grafiche di GIULIANO CESCO
ulteriori esplorazioni delle possibilità della fotografia pittorica nei ritratti e nei paesaggi di BENEDETTO RIBA
works:
DANIELE CASCONE
FABIO BORQUEZ
ANTONIO DI VICO
RICARDO GOMEZ Y DE BUCK
Contiene lavori di Daniele Cascone che ringraziamo per il titolo del numero tratto da una sua opera. “You are only a stupid dreamer “, Fabio Borquez , nato a Buenos Aries ma da anni trasferitosi in Germania, Antonio di Vico, fotografo, affascinato dalle culture asiatiche in un reportage di viaggio durato 4 mesi dove ha attraversato India, Malesia e Thailandia, Ricardo Gomez I De Buck,fotografo di origine spagnola e residente in belgio e Paolo Beccari, Trieste, con un intenso servizio sulle miniere del Sulcis in Sardegna.
Arisu ha creato la grafica per musicisti come Justin Lassen Lyua Dust. E’ stata pubblicata nelle principali riviste come ad esempio Elegy Ibérica, StudioBox, PSDmag, O Mundo de Fotografia Digital, mediterraneaonline, It’s Art magazine, Japanese mag, Head magazine, Zupi mag. Il suo lavoro è ironico e giocoso, anche se, a tratti pervaso di un’insolita malinconia.
works:
NADA FARES
DANIELE DE VITIS
DANIEL SEMPE’
ZUM LYE INCONTRERA
Nada Fares: Lebanon 2006
Le immagini del Libano catturate dalla fotoreporter Nada Fares rappresentano la quotidianità con contraddizioni tra modernità e tradizioni, pace e guerra, realtà e follia nella Beirut dell’estate 2006.
Daniele De Vitis:
the human and the passion Alcuni aspetti del lavoro che svolge: il linguaggio del corpo performativo e la rappresentazione intenzionale dei gesti nei diversi contesti
Daniel Sempè:
Fotografo argentino che ha dedicato tanti anni della sua vita viaggiando all’interno del suo paese, da cui la pubblicazione di un libro: “El campo argentino”. Attualmente lavora per il suo secondo libro, la sua passione, “los caballos criollos”. L’autore propone un viaggio attraverso le abitudini e la cultura della sua patria.
Zum Lye Incontrera:
Fotografa interni ed esterni di Trieste in “Transiti Urbani”. Una cronaca mutevole in bianco e nero di paesaggi che ci appartengono, con piccole e ben studiate concessioni a sprazzi di colore
works:
FRANCESCA MARTINELLI
ELISABETH ENDRES
Elisabeth Endres vive e lavora a Leutersberg, Freiburg, in Germania. Ciò che dipinge é un pensare in immagini, è l’inconscio che parla seguendo i ricordi dell’anima nascosta. Le sue composizioni, che risuonano di una nota surrealista, si ispirano all’idea di Saul Bellow che Elisabeth Endres cita volentieri: “Da quando percepisco consciamente il mondo, mi appare molto strano. Questo legame morboso con termini come Ordine, che in fondo non serve a nessuno. Il mio compito é di essere me stesso. Tu vedi qualcosa che prima non hai mai visto. Hai aperto gli occhi ed ecco qua il mondo. L’hai visto in modo tuo, non come gli altri. E resti fedele a quello che vedi e pensi.”
Francesca Martinelli invece, pone al centro della sua ricerca il Corpo: “Il Corpo parla dei suoi dolori senza usare parole – afferma la Martinelli – È questa la sua grandezza, il suo sapere, il suo aspetto tragicomico, farsesco e grottesco: la sua condanna”.– prosegue la Martinelli – non vorremmo vederlo perché lo temiamo, perché sappiamo che la natura e la vita sono imprevedibili e che lui è frutto di questa imprevedibilità”.
Francesca regala un inno inno al corpo in continua metamorfosi, ai Freaks di ieri e di oggi, ai corpi prossimi ad una dimensione animale, bestiale, alla metamorfosi di un corpo molto più vicino ad una dimensione fisiologica, triviale e caotica dell’universo.
Nei suoi lavori, il Corpo è portatore di Protesi: un decoro non fine a se stesso ma piuttosto come elemento parlante vivo, “aperto”, in continua metamorfosi, enfatizzato nel carattere tramite l’iperbole.
“Il Corpo portatore di Protesi ci spaventa
Il Corpo viene preso in considerazione in maniera ossessiva, in tutti i suoi aspetti, da quello fisiologico, a quello metabolico a quello puramente formale. Il Corpo non immerso in uno spazio asettico, ma nella realtà urbana, rurale, industriale e bellica, o dentro il pollaio della sua infanzia: corpi deformati, smembrati, mescolaio ad altre forme, fusione della specie, corpi destrutturati e mutilati.
“E’ da questa ricerca che nascono le mie creature tra l’umano-animale, nascono le Protesi portate con Eleganza, a voler ricordare anche la “mostruosità” del Bello. Un Bello da uccidere per farlo nascere sotto nuova forma e nuovi canoni”.
works:
HOTB
LUIGI TOLOTTI
GUSTAVO PICCININI
ALESSANDRO ATTOMBRI
Il primo numero del 2008 è vivace ed elegante con quattro artisti d’eccezione.
HotB con “In the nursery”, prolifico quanto evocativo alchimista dell’immagine, apre i battenti di luoghi dell’inconscio legati al mondo dell’infanzia, puro sentimento tradotto in colori saturi e violenti di forte impatto emotivo che circondano l’innocenza fragile dei volti ritratti nei suoi lavori.
HotB che unisce maestria fotografica e digitale, sfrutta al meglio Flickr, il famoso portale web, curando da tempo una pagina che contiene la sua produzione, tanto apprezzata dalla comunità stessa degli artisti che danno vita al portale, quanto dai numerosi visitatori del suo lavoro.
Luigi Tolotti, artista triestino,con “Stenopeiche visioni” ci introduce ad un genere fotografico molto particolare, basato sull’utilizzo di una “camera obscura”: attraverso questa tecnica davvero suggestiva, specie nelle foto in bianco e nero, le visioni di Toltotti ci rimandano a una Trieste rivista con gli occhi di una tecnica che implica una lunga contemplazione del soggetto e della sua registrazione.
Tolotti ha frequentato il Circolo fotografico Triestino e la Scuola libera dell’acquaforte Carlo Sbisà dove ha appreso tecniche fotografiche ed incisorie, in seguito approfondite presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. Da alcuni anni si addentra nella personale ricerca di fotoincisione, elaborazione digitale, matrici sperimentali e come in questo caso, fotografia stenopeica.
Gustavo Piccinini, dall’Argentina, grafico e fotografo, con “Photos Graphein, xerografie originali”.
Come copy-artista usa lo pseudonimo di “Engrudo“: semplicemente farina con acqua, quella che usavamo per incollare le figurine negli album e la carta quando ci fabbricavamo gli aquiloni.
Le sue opere hanno girato per Milano, Roma, Rieti, Buenos Aires e Faleria. Dal 1990 vive e lavoro in Italia, prima a Roma e da due anni a Faleria nella Tuscia viterbese.
Alessandro Attombri con “Pura arte” regala al Ddmagazine le immagini della sua maturità artistica influenzata dall’arte formale ed informale.
Profondamente valorizzato da incisive esperienze in Asia, sente sempre più il bisogno dell’essenzialità e della semplicità nelle sue espressioni ed ha l’esigenza di scavare nel profondo dell’uomo per cercare la verità.
Nell’ambito della ricerca è estremamente impegnato nel scoprire nuove tecniche fondamentali e di cercare la tematica del nuovo millennio. Avvolto costantemente nell’esprimere lo spirito umano nel profondo, contemporaneamente inteso e determinato a catturare il più recondito dei segreti universali, intrinseco di verità. Conta nell’immediato futuro di trovare la strada che inciderà le tematiche e le ricerche del prossimo decennio.