Il temperamatite 8 – La battaglia del cuore   di  Lucia Carpenetti

Il temperamatite 8 – La battaglia del cuore di Lucia Carpenetti

La battaglia del cuore

 di

Lucia Carpenetti

Un triste giorno, il regno entrò in guerra con il paese confinante e tutti i più valenti cavalieri vennero mandati in battaglia.

Il prode Gunter, pur essendo solo lo scudiero del principe, si distinse per abilità con la spada, guadagnando fama e popolarità, ma al prezzo di cariche sempre più rischiose. In prima linea, contro il nemico, alla guida di una guarnigione.

Il principe se ne stava in disparte, limitandosi a esternare le proprie rimostranze per il tempo che il compagno passava lontano da lui, in un territorio insidioso, esposto a pericoli.

A volte, ricadeva nel capriccio, come quando erano bambini e pretendeva di comandare giochi e duelli. Ma in realtà, celava la preoccupazione per una sorte malevola verso il coraggioso amico.

“La realtà è che preferisci ricevere gli onori, che tornare sano e salvo da me!” Si lamentava con gli occhi lucidi.

Servivano a poco le sue spiegazioni sulla necessità di proteggere lui e l’intera famiglia reale. Il principe esprimeva così le sue paure e lui lasciava correre, come aveva sempre fatto, proteggendolo e concedendogli ogni cosa.

Una sera, quando l’esercito rientrò all’accampamento, non tutte le fila di soldati erano al completo. Avevano già subito dolorose perdite, ma in quell’occasione la disfatta era stata più pesante. Un’atmosfera lugubre avvolse l’intero campo.

“Mio Re” esordì con voce profonda uno dei generali. “Ci siamo ritirati. Abbiamo perso trenta uomini. Desolato, sire.”

Anche gli altri generali e i capitani erano comparsi alla presenza del sovrano.

Edward, accanto a suo padre, tremava, non vedendo Gunter tra loro.

Perché Gunter non era lì?

Lui era sempre il primo a farsi vedere, sapeva quanto lui ci tenesse a sincerarsi del suo stato.

Nonostante la gola serrata dall’angoscia, riuscì a mormorare: “E Gunter?”

Il generale che aveva già parlato abbassò lo sguardo e scosse il capo, gettando il giovane principe nell’angoscia più nera.

Morto?

Non era possibile, no, lui non gli aveva dato il permesso. Gli era sempre stato accanto, per servirlo, per seguire le sue direttive. Morire non rientrava tra le opzioni accettabili.

Edward uscì dalla tenda reale, allontanandosi a passo marziale dall’accampamento. Non sapeva neppure lui dove stesse andando, aveva poche certezze: sentire il volto inondato di lacrime, il corpo scosso dai brividi e la testa pulsante, mentre Gunter non era accanto a lui.

Era tutto sbagliato, non poteva finire così. Lui non lo avrebbe permesso.

I piedi volavano tra l’erba incolta, verso una direzione sconosciuta, portandolo alla cieca verso un territorio estraneo.

In mezzo all’oscurità, con unica fonte di luce un soffuso raggio lunare, il ragazzo scorse un luccichio tra le fronde, trovando una vecchia spada. Non un fioretto, ma una vera spada da combattimento, pesante e logorata dal tempo. Lui la sollevò a due mani e la brandì in aria, producendo fischi incoraggianti. A ogni sferzata la sua rabbia si incanalava nell’arma, eliminando la fatica e rendendolo fiero e consapevole della nuova forza.

Colpisci… Forza… Ancora…

Sembrava sussurrare la spada tagliando la notte.

Senza una ragione precisa, il ragazzo continuò ad avanzare, reggendo fieramente l’arma che, improvvisamente, non gli sembrò più così pesante. Era parte di lui, ora. Un prolungamento del suo braccio.

Si addentrava sempre più nella foresta, senza seguire un sentiero, quando inciampò su un ostacolo inaspettato.

Guardando meglio, scoprì una vecchia armatura, anch’essa provata da chissà quante battaglie.

Edward la raccolse, indossandola e sentendosi subito sicuro, protetto, pronto ad affrontare chissà quale battaglia.

Anzi, lo sapeva. L’acciaio l’avrebbe guidato verso la rivalsa, la sua meta era l’accampamento nemico, per vendicare Gunter, a dispetto delle conseguenze.

Avanza… Puoi farcela…

Vibrava la corazza sul suo petto.

Proseguiva a testa alta, ora.

Non più lacrime, niente timori.

Anche la rabbia era più moderata e ponderata. Ma il suo cuore pulsava per la sete di vendetta.

Cominciava a orientarsi, ma ancora distante dalla meta, trovò un altro alleato fondamentale per la sua battaglia: su una roccia, giaceva bel bello l’elmo più scalcinato che avesse mai visto, c’era persino un taglio netto sul lato, che lo rendeva asimmetrico.

Il giovane ignorò l’aspetto misero e indossò anche quella parte di armatura, rischiarando la visuale davanti a sé, nonostante la visiera abbassata. Rabbia e coraggio venivano ora moderati dalla prudenza.

Osserva… Medita… Attendi il momento migliore…

Sentiva rimbombare nella sua testa, mentre si avvicinava all’obiettivo.

L’accampamento nemico era in vista, ora. Ma un altro dono inaspettato l’attendeva: distesi scomposti in mezzo al sentiero c’erano due gambali, anch’essi logori, ma funzionali allo scopo.

Il passo del principe, una volta indossati, si fece leggero, agile e veloce.

Corri… Avanza…

Scricchiolava l’erba al suo passaggio, facendolo procedere con impellenza.

Finalmente, alle prime luci dell’alba, il ragazzo era pronto a sferrare il suo attacco, ma una mano sicura afferrò il suo polso, proprio quando stava per lanciarsi contro il nemico.

Alzando lo sguardo si trovò davanti il tanto amato volto di Gunter. Non era morto, era lì, accanto a lui, pronto per combattere al suo fianco.

Anche il loro esercito li aveva raggiunti e attendeva i suoi ordini.

Il principe era pronto a prendere il comando: aveva imparato fin da piccolo a destreggiarsi con le armi, ma non era mai stato un combattente. Quella notte lo aveva trasformato in uomo e leader.

Si era rivestito delle caratteristiche del soldato ideale: motivazione, coraggio, prudenza e agilità. Ma soprattutto, il principe era pronto a metterci quello che lo aveva sempre guidato: il cuore, così che tutti avrebbero seguito la sua guida, riconoscendolo come futuro re.

Una nuova era stava nascendo su quel campo di battaglia, il regno era pronto ad avere due sovrani, uniti e compatti.

 

Ispirata a La Scarpetta di Cristallo di Lily Carpenetti

Contenuto nell’antologia di fiabe a tematica LGBT

La Lanterna dei Sogni

Edita da Triskell Edizioni.

Share This:

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Translate »