DDMagazine dicembre 2008

works:

MICHAEL PAPENDIECK
NOPUSSYBLUES
GUIDO ZAMATTIO
TULLIA MASINARI
DOMENICO NOTARANGELO

link dicembre 2008

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DDMagazine novembre 2008

works:

BRETT WALKER
LUCA CERVINI
FRANCESCA TILLIO
VERONICA NAVARRO
YELL SACCANI

link novembre 2008

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DDMagazine ottobre 2008

works:

ANDREA GUERZONI
ANN ARPER
CRISTIAN GIROTTO
ANNA SHUKHAEVA
SILVIA VOLONNINO

link ottobre 2008

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DDMagazine settembre 2008

works :

MASSIMO PREMUDA
STEFAN TURK
JENNIFER PERRY
LUI TASINI
CIA DE FOTO

link settembre 2008


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DDMagazine agosto 2008

works:

ANKE MERZBACH
FEDERICO BEBBER
STEFANO MARZULLI
LARA SAVRON
FEDERICO FORLANI

link agosto 2008

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DDMagazine luglio 2008

works:

GIOVANNI CAPRIOTTI
BENEDETTO RIBA
NICOLA VILLA
MICHELE LECCESE
GIULIANO CESCO

“United We Stand”
ovvero immagini dalla protesta dei rifugiati politici nel marzo 2008, Mac Leod Ganj –  INDIA
(sede del Dalai Lama e del governo tibetano in esilio)
di GIOVANNI CAPRIOTTI

Gli “spazi umani” di NICOLA VILLA tradotti in materia pittorica con un linguaggio a metà tra la narrazione e il documentario e con un approccio a metà tra lo scientifico e l sensoriale

“Unusual Perspectives”
Angolature impossibili ed ironiche sperimentazioni fotografiche di MICHELE LECCESE

Le elaborazioni grafiche di GIULIANO CESCO

ulteriori esplorazioni delle possibilità della fotografia pittorica nei ritratti e nei paesaggi di BENEDETTO RIBA

link luglio 2008

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DDMagazine giugno 2008

works:

DANIELE CASCONE
FABIO BORQUEZ
ANTONIO DI VICO
RICARDO GOMEZ Y DE BUCK

Contiene lavori di Daniele Cascone che ringraziamo per il titolo del numero  tratto da una sua opera. “You are only a stupid dreamer “, Fabio Borquez , nato a Buenos Aries ma da anni trasferitosi in Germania, Antonio di Vico, fotografo, affascinato dalle culture asiatiche in un reportage di viaggio durato 4 mesi dove ha attraversato India, Malesia e Thailandia, Ricardo Gomez I De Buck,fotografo di origine spagnola e residente in belgio e Paolo Beccari, Trieste, con un intenso servizio sulle miniere del Sulcis in Sardegna.

link giugno 2008

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DDMagazine maggio 2008

works:

GUGLIELMO MANENTI
LIZA CORBETT
ANNA ANJO
CLAUDIO PARENTE

link maggio 2008


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DDMagazine aprile 2008

work:
VORFAS
CIRO GUASTAMACCHIA
MARIO SUGHI
ARISU
A cominciare dall’artista argentina Vorfas, ossia Sofia Salomè, fotografa e grafica che ci regala uno stile retrò. Nella scelta degli ambienti, dello styling, che poi rielabora ulteriormente, è versatile. Le sue rielaborazioni creano mondi fantastici e, spesso, riesce a confondere lo spettatore su ciò che sta guardando, se si tratta di fotografia o di pittura. E’ una prodigiosa autoritrattista, che si “traveste”, si reinveste, si trasforma. E in tutto questo un velato erotismo che rimanda a atmosfere oniriche.

Ciax, ossia Ciro Guastamacchia, Photoreporter freelance milanese.
Un fotografo di strada, che descrive la natura delle realtà urbane: osserva e congela con le sue istantanee l’ironia, la tragedia, l’imprevedibilità, la bellezza e anche la crudeltà della vita urbana nei suoi più diversi aspetti. Il suo è un occhio attento alle sfumature della commedia umana rappresentata nei luoghi pubblici. La strada diventa un momento di questa commedia.
Mario Sughi, o com’è più comunemente noto, Nerosunero, è un vignettista digitale e illustratore italiano che vive e lavora a Dublino. Mario combina elementi di uno humour sottile con un coerente stile artistico che ricorda l’artista Pop inglese David Hockney.
A Roma, alla fine degli anni Settanta, ha lavorato come vignettista negli ultimi anni de IL MALE e poi per Zut, due popolari italiane riviste satiriche. Si trasferisce a Dublino, alla fine degli anni’80, dove studiata Storia medievale.
“Il mio lavoro e il mio stile – ci spiega Nerosunero – sono stati descritti come minimalisti e vicini alla Pop Art inglese. Questo stile infatti aderisce perfettamente ai due principali intenti del mio lavoro: primo, esprimere situazioni che non sarebbe possibile invece spiegare con tratti e disegni del tutto reali o totalmente irreali; secondo, per trarre dalla realtà solo ciò che mi piace o che ritengo strettamente necessario.
Ma questo forse vale solo per il presente. Se un giorno infatti avrò altre priorità e intenti, il mio stile probabilmente cambierà di conseguenza”.
Arisu, portoghese, artista digitale, lavora prevalentemente in photoshop.

Arisu ha creato la grafica per musicisti come Justin Lassen Lyua Dust. E’ stata pubblicata nelle principali riviste come ad esempio Elegy Ibérica, StudioBox, PSDmag, O Mundo de Fotografia Digital, mediterraneaonline, It’s Art magazine, Japanese mag, Head magazine, Zupi mag. Il suo lavoro è ironico e giocoso, anche se, a tratti pervaso di un’insolita malinconia.

link aprile 2008

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DDMagazine marzo 2008

works:

NADA FARES
DANIELE DE VITIS
DANIEL SEMPE’
ZUM LYE INCONTRERA


Nada Fares: Lebanon 2006
Le immagini del Libano catturate dalla fotoreporter Nada Fares rappresentano la quotidianità con contraddizioni tra modernità e tradizioni, pace e guerra, realtà e follia nella Beirut dell’estate 2006.

Daniele De Vitis:
the human and the passion Alcuni aspetti del lavoro che svolge: il linguaggio del corpo performativo e la rappresentazione intenzionale dei gesti nei diversi contesti

Daniel Sempè:
Fotografo argentino che ha dedicato tanti anni della sua vita viaggiando all’interno del suo paese, da cui la pubblicazione di un libro: “El campo argentino”. Attualmente lavora per il suo secondo libro, la sua passione, “los caballos criollos”. L’autore propone un viaggio attraverso le abitudini e la cultura della sua patria.

Zum Lye Incontrera:
Fotografa interni ed esterni di Trieste in “Transiti Urbani”. Una cronaca mutevole in bianco e nero di paesaggi che ci appartengono, con piccole e ben studiate concessioni a sprazzi di colore

link numero


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DDMagazine febbraio 2008

works:

FRANCESCA MARTINELLI
ELISABETH ENDRES

Elisabeth Endres vive e lavora a Leutersberg, Freiburg, in Germania. Ciò che dipinge é un pensare in immagini, è l’inconscio che parla seguendo i ricordi dell’anima nascosta. Le sue composizioni, che risuonano di una nota surrealista, si ispirano all’idea di Saul Bellow che Elisabeth Endres cita volentieri: “Da quando percepisco consciamente il mondo, mi appare molto strano. Questo legame morboso con termini come Ordine, che in fondo non serve a nessuno. Il mio compito é di essere me stesso. Tu vedi qualcosa che prima non hai mai visto. Hai aperto gli occhi ed ecco qua il mondo. L’hai visto in modo tuo, non come gli altri. E resti fedele a quello che vedi e pensi.”

Francesca Martinelli invece, pone al centro della sua ricerca il Corpo: “Il Corpo parla dei suoi dolori senza usare parole – afferma la Martinelli – È questa la sua grandezza, il suo sapere, il suo aspetto tragicomico, farsesco e grottesco: la sua condanna”.– prosegue la Martinelli – non vorremmo vederlo perché lo temiamo, perché sappiamo che la natura e la vita sono imprevedibili e che lui è frutto di questa imprevedibilità”.

Francesca regala un inno inno al corpo in continua metamorfosi, ai Freaks di ieri e di oggi, ai corpi prossimi ad una dimensione animale, bestiale, alla metamorfosi di un corpo molto più vicino ad una dimensione fisiologica, triviale e caotica dell’universo.

Nei suoi lavori, il Corpo è portatore di Protesi: un decoro non fine a se stesso ma piuttosto come elemento parlante vivo, “aperto”, in continua metamorfosi, enfatizzato nel carattere tramite l’iperbole.

“Il Corpo portatore di Protesi ci spaventa

Il Corpo viene preso in considerazione in maniera ossessiva, in tutti i suoi aspetti, da quello fisiologico, a quello metabolico a quello puramente formale. Il Corpo non immerso in uno spazio asettico, ma nella realtà urbana, rurale, industriale e bellica, o dentro il pollaio della sua infanzia: corpi deformati, smembrati, mescolaio ad altre forme, fusione della specie, corpi destrutturati e mutilati.

“E’ da questa ricerca che nascono le mie creature tra l’umano-animale, nascono le Protesi portate con Eleganza, a voler ricordare anche la “mostruosità” del Bello. Un Bello da uccidere per farlo nascere sotto nuova forma e nuovi canoni”.

link numero

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DDMagazine gennaio 2008

works:
HOTB
LUIGI TOLOTTI
GUSTAVO PICCININI
ALESSANDRO ATTOMBRI

Il primo numero del 2008 è vivace ed elegante con quattro artisti d’eccezione.

HotB con “In the nursery”, prolifico quanto evocativo alchimista dell’immagine, apre i battenti di luoghi dell’inconscio legati al mondo dell’infanzia, puro sentimento tradotto in colori saturi e violenti di forte impatto emotivo che circondano l’innocenza fragile dei volti ritratti nei suoi lavori.

HotB che unisce maestria fotografica e digitale, sfrutta al meglio Flickr, il famoso portale web, curando da tempo una pagina che contiene la sua  produzione, tanto apprezzata dalla comunità stessa degli artisti che danno vita al portale, quanto dai numerosi visitatori del suo lavoro.

Luigi Tolotti, artista triestino,con “Stenopeiche visioni”  ci introduce ad un genere fotografico molto particolare, basato sull’utilizzo di una “camera obscura”: attraverso questa tecnica davvero suggestiva, specie nelle foto in bianco e nero, le visioni di Toltotti ci rimandano a una Trieste rivista con gli occhi di una tecnica che implica una lunga contemplazione del soggetto e della sua registrazione.

Tolotti ha frequentato il Circolo fotografico Triestino e la Scuola libera dell’acquaforte Carlo Sbisà dove ha appreso tecniche fotografiche ed incisorie, in seguito approfondite presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. Da alcuni anni si addentra nella personale ricerca di fotoincisione, elaborazione digitale, matrici sperimentali e come in questo caso, fotografia stenopeica.

Gustavo Piccinini, dall’Argentina, grafico e fotografo, con “Photos Graphein, xerografie originali”.

Come copy-artista usa lo pseudonimo di “Engrudo“: semplicemente farina con acqua, quella che usavamo per incollare le figurine negli album e la carta quando ci fabbricavamo gli aquiloni.

Le sue opere hanno girato per Milano, Roma, Rieti, Buenos Aires e Faleria. Dal 1990 vive e lavoro in Italia, prima a Roma e da due anni a Faleria nella Tuscia viterbese.

Alessandro Attombri conPura arte regala al Ddmagazine le immagini della sua maturità artistica influenzata dall’arte formale ed informale.

Profondamente valorizzato da incisive esperienze in Asia, sente sempre più il bisogno dell’essenzialità e della semplicità nelle sue espressioni ed ha l’esigenza di scavare nel profondo dell’uomo per cercare la verità.

Nell’ambito della ricerca è estremamente impegnato nel scoprire nuove tecniche fondamentali e di cercare la tematica del nuovo millennio. Avvolto costantemente nell’esprimere lo spirito umano nel profondo, contemporaneamente inteso e determinato a catturare il più recondito dei segreti universali, intrinseco di verità. Conta nell’immediato futuro di trovare la strada che inciderà le tematiche e le ricerche del prossimo decennio.

link gennaio 2008


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