KRRKKSSKK – settembre 2010

L’Associazione culturale DayDreaming Project, in collaborazione con KNULP presenta:

KRRKKSSKK

un rumore assai bizzarro questi graffi sul cartone
tra le righe ed i colori è la nostra illustrazione.

Mostra
Giada Lonzaric
Dunja Jogan

Inaugurazione
Martedì 21 Settembre  2010
ore 19.00
presso il bar libreria KNULP
in via Madonna del Mare 7/a, Trieste
la mostra proseguirà fino al 27 ottobre 2010

Cosa succede quando due illustratrici completamente diverse si incontrano?

Nasce un confronto, e da questo la scoperta dei differenti percorsi fatti ma che convergono in una modalità simile nell’affrontare l’arte: la ricerca della libertà espressiva attraverso il piacere del gioco con i vari materiali. Abbandoniamo la paura di sperimentare, basta legarsi a delle regole di stile un po’ fittizie, basta paura di scegliere, ma sincerità e passione nell’esprimersi, sperimentare, lasciarsi andare, sbagliare, divertirsi, indagare e utilizzare la materia.

Tutto è elemento utile al gioco, utile per conoscere e conoscersi: frammenti di gusci, scorci, righe, curve, luci da assemblare, distruggere e ricomporre, addentrarsi piano piano nella selva oscura, sconosciuta e non fare più ritorno ai dictat razionali … Inizia un percorso più personale, abbandonando un po’ le regole, seguendo di più l’istinto, fidarsi, delle proprie sensazioni, strane, sregolate, insensate, buffe, nuove, profumate, divertenti, curiose…istantanee.

Diventa possibile guardare le cose intorno con occhi un po’ da clown, un po’ da Robinson Crusoe, desiderare  avventure fra i sette mari, alla scoperta della Balena Bianca. Si può indossare occhiali che rimpiccioliscono, che ingigantiscono, per vedere un mondo nuovo o per vedere cose nuove in un mondo conosciuto.

Ebbre di questo confronto, felici di avere molte cose in comune abbiamo pensato di presentare le nostre illustrazioni in una mostra, nell’accogliente cornice del bar Knulp, un tragitto tra  i personaggi de “il vestito dell’imperatore”, le fughe de “i musicanti di Brema”,  le visioni di “Alice al di là dello specchio ” e ancora personaggi viaggianti con ombrelli delicati.

Vogliamo mostrare il nostro Giocare con la carta, e dire a tutti che questo coinvolge tutti i nostri sensi: olfatto, il tatto, sì, anche l’udito: qual è il suono della matita sul foglio?

KRRKKSSKK. Ecco il perché di questo titolo.

Cercheremo di presentare ed esprimere le nostre emozioni martedì 21 settembre alle ore 19.00 attraverso una performance, dove ognuna di noi giocherà con i propri attrezzi e colori in pubblico. In questo saremo coadiuvate dalle voci di Christiana Viola e Sergio Pancaldi e lo staff del Day Dreaming Project che propone la mostra.

Giada Lonzaric, nata nel 1977 a Trieste dove vive.

Fin da piccolissima ama giocare tra fogli e colori, e assemblare oggetti inconsueti con la colla e diversi materiali. All’istituto d?arte scopre che la sua immaginazione può trovare espressione nell’illustrazione. Sempre alla ricerca dell’aspetto ludico e della libertà creativa, esplora  e sperimenta l’uso di diversi materiali. Dopo gli studi torna a dedicarsi all’arte in libertà, seguendo la scuola internazionale di Illustrazione di Sarmede per coniugare la dimensione illustrativa con  il mondo dell’infanzia. Ogni storia narra anche cose che non sono scritte ed è proprio lì che si nasconde il bersaglio da illustrare. Dal 2007 collabora con ddproject  proponendo mostre, laboratori e uno spettacolo teatrale per bambini. Crede di non aver ancora trovato la reale spontaneità nel segno, per questo  continua a cercarla disegnando.

Dunja Jogan, nata a Trieste

dopo studi scientifici, intraprende una strada creativa. Studia a Urbino e in Germania arti grafiche, illustrative e fotografiche. Lavora come grafica per lunghi anni a Roma e ora a Trieste, ma coltiva come passione principale l’illustrazione. Professionalmente disegna per riviste, istituzioni, teatri e in ambito pubblicitario.Disegna sempre dove può e quando può, su un muretto, in riva al mare, ogni volta che annusa qualcosa di speciale. Si sente un’esploratrice, alla ricerca di storie da scoprire e illustrare, qualcosa di magico da vedere, annusare, disegnare. E’ ancora in viaggio, per migliorare sempre.

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The celebration of a Pop destroyed society – agosto 2010

DayDreaming Project associazione culturale presenta:

The celebration of a Pop destroyed society

Fotografie di Angelo Nairod

In esposizione dal 9 agosto all’11 settembre 2010

KNULP Bar Libreria.

Via Madonna del Mare 7/a

Trieste

A cura di Sergio Pancaldi

Inaugurazione: mercoledì 11 agosto ore 19.30

In presenza dell’autore

“Angelo Nairod è un narratore per immagini che rappresenta il mondo contemporaneo come il set di una soap opera lisergica e feroce. I protagonisti delle sue storie, i suoi attori, sono clown urlanti, travestiti zoomorfi, icone dissacrate costrette ad osservare il declino e la caduta dei valori da loro stesse suggeriti, spazzati via da ondate pop impregnate di lirismo, ironia ed erotismo.

Un mondo, quello di Angelo, permeato da un’energia sottile e vibrante, che profuma davvero dello spirito di una generazione nuova.”

Sergio Pancaldi

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“Quattro artisti in viaggio con Ulisse” – ottobre 2010

“Quattro artisti in viaggio con Ulisse”


Sabato 2 ottobre 2010
ore 17:00
“La Corte del Libro” in Via Roma 11/13, Tolmezzo (UD)

nell’ambito di una pluriennale collaborazione, alla libreria verrà esposta una selezione delle opere presentate a Trieste in occasione del Bloomsday 2010, “Quattro artisti in viaggio con Ulisse- dedicato a James Joyce”

Nanni Spano e Luigi Tolotti dell’Associazione DDProject saranno presenti all’ inaugurazione.
In mostra Akab, Guglielmo Manenti, Ugo Pierri, Luigi Tolotti.

La mostra “Quattro artisti in viaggio con Ulisse” vuol essere un’opportunità per avvicinare la figura di James Joyce attraverso l’interpretazione di quattro artisti contemporanei, in un percorso tra stili e tecniche diverse. L’esposizione offre un approccio all’opera dello scrittore irlandese in una pluralità di letture che suggeriscono un richiamo all’opera joyciana come “banchetto di linguaggi” .

Patrizia Miliani

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L’ARTE OLTRE LO STILE – luglio/settembre 2010

L’Associazione culturale DayDreaming Project,

in collaborazione con “La corte del libro” presenta

MARINA MARCOLINI

L’ARTE OLTRE LO STILE

ANTOLOGICA 1989-2009


Marina Marcolini bresciana di origine, ma cittadina del mondo. Ha vissuto per oltre vent’anni in paesi lontani  quali l’Africa, il Sud America e i Balcani seguendo il marito coordintore di progetti di sviluppo per il Terzo mondo.

Questo suo girovagare fa si che il suo stile esprima la sua curiosità per il mondo che la circonda usando di  volta in volta tecniche diverse e accogliendo le influenze del paese ospitante. Tra tutte le esperienze vissute il segno più marcato è sicuramente quello africano riproposto nei volti delle donne di queste terre che esprimono dignità, bellezza, ma anche un senso di triste consapevolezza. Si definisce autodidatta, ma la sua formazione avviene presso l’Accademia Cignaroli di Verona dove apprende l’arte figurativa classica che in questi ultimi anni ripropone con citazioni contemporanee a volte  provocatorie ed ironiche.

Come già accennato una delle qualità principali dell’arte di Marina Marcolini è  quella di non essere fedele ad uno stile perchè « non si può restare in nessun dove». Ha esplorato diversi linguaggi artistici passando dall’arte povera, realizzata in un paese povero ma ricco di suggestioni come l’Africa, attraverso l’utilizzo delle carte stagnole, del catrame  e del cemento, per arrivare all’iperrealismo subito superato nel lirismo della memoria di antichi panneggi e nell’erotismo della carnosità delle pieghe  delle  macro-verdure, ai già menzionati intensi e silenziosi ritratti di donne africane, alla malinconia romantica dei notturni, dove la  scomparsa dell’uomo lascia posto alla vegetazione e agli animali che si  rimpossessano della terra, alle ultime ironiche e a volte dissacranti opere di rivisitazione dei grandi capolavori. Il critico Osvaldo Ponzetta definisce la sua arte citando Friedrich «l’unica fonte vera dell’arte è il nostro cuore, il  linguaggio di un’anima pura e candida. Un quadro che non scaturisca di là può essere solo un vano virtuosismo. Ogni opera autentica, è concepita in un’ora sacra,attuata in un’ora benedetta; un interno impulso la crea spesso all’insaputa dell’artista.»

Elena Cantori

curatrice della mostra

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FRAMMENTI SPARSI – maggio 2010

L’Associazione culturale DayDreaming Project, in collaborazione con La Corte del Libro presenta:

FRAMMENTI SPARSI

irritante per gli occhi

Mostra di

NANNI SPANO

a cura di Sergio Pancaldi

Nato in Sardegna e cresciuto a Genova (Italia) resta impressionato all’ età di sette anni dalle visioni del giardino delle delizie di Hieronymus Bosch.
Approda alla grafica come porto naturale dopo anni di scali in tappe intermedie. Ideatore di siti web, digitalvideo, grafica pubblicitaria.
Nell’ aprile 2007 fonda il Daydreaming Magazine
Vive e condivide visioni a Trieste (Italia)

“Nell’arte di Nanni Spano qualcosa esplode: è la visione dell’artista a frammentarsi per prima, ed è la forte dose di energia creativa che si libera da questa detonazione che rischia di essere irritante. Osserviamo questo universo disperdersi e ne riconosciamo comunque l’origine, il grande nucleo ispiratore, che è l’essere umano: ricostruito che sia, fotografato o reso mutevole dall’intervento artistico o ancora soltanto simboleggiato dagli oggetti di cui si circonda, esso mantiene il suo ruolo protagonistico e ispiratore, pur se ritratto ogni volta in nuove vesti.”

S.P.

Sabato 29 Maggio 2010

evento inaugurale:
ore 17.00
presso La Corte del Libro
in via Roma11/13 Tolmezzo (UD)
interventi multimediali del DDproject

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DDmagazine expo – febbraio/marzo 2010

Dopo la presentazione a  Trieste della terza edizione del DDmagazine Expò, giornale online che ogni anno varca la soglia del virtuale in una grande collettiva, la mostra approda a Tolmezzo (Ud)  alla Corte del Libro grazie alla collaborazione con Antonio Paradiso giunta oramai al terzo anno

In mostra una parte degli autori pubblicati nel DDmagazine nell’ultimo anno.

la mostra  proseguirà fino al 20 marzo 2010


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DDMagazine dicembre 2009

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works:

ELISABETTA RONCHI
ELLY PRESTEGAARD
WES WEMPEL
MARTIN WITTFOOTH
DAVID DE LAS HERAS
ROBERTO CENCI

link dicembre 2009

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DDMagazine novembre 2009

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works:

NANNI SPANO
DAN MAY
HEIKO MULLER
SCOTT G.BROOKS
DE BECKER

Nanni Spano (Metamorphosis):
L’alta definizione e la modalità macro che investigano i dettagli e le trame di alghe, cortecce, pietre e foglie sono penetrate inaspettatamente da altri mondi di immagini con sintesi violenta e classica nel contempo. Mentre crediamo che l’immagine sia limpida e ferma come cristallo e risponda al nostro piacere visivo, l’artista ne contamina e mescola gli elementi di senso insinuando l’inquietudine di una impossibile inalterabilità. (G. Carbi)


Dan May (Illustrations):
Ad essere illustrata è un’Arcadia fiabesca, popolata da ninfe belle e satiri bestie, infanzia evanescente, insetti. Poesia malinconica illuminata magistralmente dal di dentro.

Heiko Muller (Drawing/Mixed Media/Oil):

Attraverso un uso spregiudicato della sovrapposizione stilistica assistiamo a una interessantissima mediazione tra mezzo espressivo, dato naturale, l’illustrazione e la fotografia, richiami Pop e schizzi Action il tutto per dar vita a un’iconografia potente ed immediata volta al confronto di natura e storia.

Scott G.Brooks (Painting):

Ben lontana dall’essere gratuita, ecco l’ennesima violenza all’ “american dream”, e insieme, ben lontano dal palesarsi come copiatura, l’ennesimo omaggio all’arte rinascimentale. Le deformità si legittimano da sole con sguardi sicuri di inquietante benessere, la distorsione si offre sorridente all’occhio che guarda. E se il mondo fosse proprio questo?

De Becker (Into the wild):

Un’intuizione fenomenale la trasposizione del soggetto urbano nel dato naturale, a provocare uno spaesamento grottesco ma non solo… La gamma di sensazioni offerta da queste immagini è indice di un’indagine relazionale tra uomo e natura che è ancora tutta da scoprire.

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DDMagazine ottobre 2009

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works:

PIER PAOLO KOSS
KHALED EL MAYS
ALAN GODINEAU
BARK AABYE

PierPaolo Koss (Italia): Una serie di scatti a testimonianza dell’intenso lavoro di riscoperta e assimilazione dell’estetica e dell’arte futurista da parte di un performer e artista visivo al quale DDMagazine ha già dedicato un numero speciale.

Khaled El Mays (U.S.A): Panorami fotografici di un’America urbana esplosa e ricomposta attraverso l’arte digitale.

Alan Godineau (Francia): Il futuro surreale ed inquietante dell’umanità tra mutazioni e ologrammi , attraverso ricomposizioni visionarie ma non prive di richiami all’arte del passato.

Bark Aabye (Second Life): Il reportage nella Seconda Vita: Lo spazio geodigitale esplorato e catturato in poetiche immagini futuretrò.

link ottobre 2009

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Colori – ottobre 2009

L’ Associazione Culturale Daydreaming Project presenta:

Colori

mostra di Isabella Bullo


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DDMagazine settembre 2009

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works:

TOMMASO LIZZUL
HOTB
SINSONG
WAYNE LIU
DENISE ALBA

TOMMASO LIZZUL (Ita)
onthesofa_

Originalità significa essere te stesso e crederci. Onthesofa tratta dell’originalità. In questo progetto il set è composto da un sipario di velluto rosso e un divano di pelle nera. l’inquadratura rimane la stessa così come le luci.
Quello che cambia sono i soggetti sul divano. Ogni personaggio esprime la propria originalità.(T. Lizzul)

HOTB (Ita)
Is anybody home?

HOTB compone figure, là dove altri nei secoli hanno costruito sistemi filosofici, o si sono tormentati sulla persistenza del male, e hanno scritto volumi sulla crudeltà…
HOTB con la sua provocazione ci aiuta a sentire quanto è viva la nostra coscienza televisiva, adorna di immagini pubblicitarie, dove c’è sempre casa, ovunque nel mondo e in qualsiasi malaugurata situazione, basta avere il fusillo in tasca…
In HOTB un’umanità genitale e a tratti pornografica interpreta una sgangherata pulsione di vita, mentre neri telefoni disseminati, come ruderi in un paesaggio romantico, sono in attesa di una chiamata…(patrizia miliani)

SINSONG (NYC, Singapore)
Portrait

“Gli uomini sono stronzi ovunque, e le donne non è che siano poi molto meglio, ma almeno sono carine”. La sentenza è precisa, tagliente, inesorabile, e sembra non permettere repliche. Tensione erotica e satira sociale si mescolano nelle immagini patinate e sature di colori disegnate dalla macchina fotografica di questa disincantata artista cosmopolita che vive a cavallo tra Stati Uniti, China e Singapore, “tanto il mondo è uguale dappertutto”.

WAYNE LIU (Usa)
Haunted

Presenze soprannaturali in bianco e nero che emergono dalla pellicole fotografiche, solo lievemente nascoste da doppie esposizioni che ne sottolineano il carattere ansiogeno. Sono le figure sovrapposte e confuse che nascono dall’obbiettivo “infestato” e notturno di Wayne Liu.

DENISE ALBA (Bra)
My Complex Parallel Universe

Immagini surreali e surrealiste, composte strizzando l’occhio ai grandi dell’arte del novecento e al mondo delle favole, reinterpretando alternativamente ma senza soluzione di continuità Modigliani e il gatto con gli stivali, Dalì e Cappuccetto Rosso, Magritte e Biancaneve.

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Davide Garbuggio – settembre/ottobre 2009

L’Associazione Daydreaming presenta:

Davide Garbuggio
personale di pittura

alla Corte del Libro, via Roma 11/13 Tolmezzo

dal 26/9 al “6/10 2009

Le sue figure prendono le distanze dall’accademismo pittorico, che rimanda ad un passato onnipresente, e ciò accade quasi in punta di piedi, portando avanti una sottile e quanto mai accurata analisi di gesto ed espressione, messaggeri di un sentire più moderno e comunicativo.

(Sergio Pancaldi)

His figures draw off pictorial academicism reminding of an omnipresent past, almost tippy-toeing, bringing forth an accurate and subtle analysis of gesture and expression as couriers of a more modern and communicative feel.

(Sergio Pancaldi)

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DDMagazine agosto 2009

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works:

SIMONE STEFANINI
LOU PATROU
EDOARDO VENEZIANO
JASON LIMON
ROBERT STEVEN CONNETT

Simone Stefanini SIX STUDIO (Italy)
Propone una serie di drammatici ritratti femminili digital art da Second Life ottimamente rielaborati attraverso testurizzazioni e sapienti sfumature. Cosa c’è aldilà della seconda vita?

Lou Patrou (U.S.A)
Dal vasto catalogo di “faces and forms” una sfida di visioni tra cromia e grafia dove a non essere mai sconfitta è l’eccellenza.

Edoardo Veneziano (Italy)
Il corpo umano si dissolve nella materia pittorica ed il cielo e la natura implodono in tonalità profonde ed espressive

Jason Limon (U.S.A)
Sorprendente come la “grottesca” rinascimentale, che sembra rianimarsi per dare vita e dimensione a un decorativismo del tutto contemporaneo. Una selezione dell’arte grafica di Limon da Los Angeles.

Robert Steven Connett (U.S.A) Echi psichedelici e horror vacui. Un viaggio attraverso mondi in cui micro e macro, interiore e remoto collidono in visioni in qualche maniera trascendenti.

link agosto 2009

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“L’ELOGIO DEL RICCIO ” – maggio 2009

L’ Associazione Culturale Daydreaming Project presenta:

MOSTRA

ANDREA GUERZONI

“L’ELOGIO DEL RICCIO “

inaugurazione sabato 23 maggio 2009

h 17.00

presso La Corte del Libro, via Roma 11/3 Tolmezzo

L’artista presenta nella mostra personale presso “La corte del Libro”

una selezione di disegni, lavori su tela ed i suoi “librini” di aforismi e poesie.

Andrea Guerzoni  L’ELOGIO DEL RICCIO

Il riccio, diversamente dal porcospino che trafigge con i suoi aculei se si sente minacciato, è una creatura che si arrotola su se stessa come una palla quando avverte il pericolo.

Andrea Guerzoni predilige autori crepuscolari o notturni, dalle abitudini solitarie e scontrose, capaci di trasformarsi in una sfera spinosa difficilmente attaccabile, ma dall’animo gentile e fragile.

I poeti Fernando Pessoa e Alda Merini e le artiste Carol Rama e Louise Bourgeois, “sono trasformati dalla sua mano sicura in “figurine”, all’apparenza divertenti, inoffensive e rassicuranti, simili ai disegni per fumetti o a quelli infantili. In realtà, portatrici di tematiche e messaggi disorientanti, irritanti, niente affatto frivoli come la sofferenza e la difficoltà esistenziale e psicologica, l’isolamento e la diversità avvertita dall’uomo, in particolare dell’artista, nell’incontro/scontro con la società. Scegliendo questi maestri di “vita difficile”, l’artista torinese ha voluto sottolinearne il legame di affinità spirituale e fare loro un sincero elogio, attraverso l’uso di un linguaggio grafico carico di leggerezza ed ironia” (Claudia Giraud, ESPOARTE Contemporary Art Magazine n. 47).

Talvolta un riccio viene scambiato per porcospino, o viceversa…

Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno l’uno con l’altro.

La storiella di Arthur Schopenhauer racconta di un gruppo di porcospini sorpresi dal freddo che, per far fronte al gelo, pensano bene di stringersi per scaldarsi a vicenda. Ovviamente, al solo avvicinarsi, si feriscono tra loro con gli aculei, fino a quando il dolore non li costringe ad allontanarsi. Separandosi, i porcospini percepiscono nuovamente il gelo e tornano di nuovo a stare insieme e continuano così ad alternare vicinanza e lontananza, finché non trovano una moderata distanza reciproca, che rappresenta per loro la migliore posizione.

Due grandi pulsioni dell’uomo: la necessità di sentirsi parte di una comunità e contemporaneamente di essere un individuo indipendente. La difficoltà di separare il piacere dal dolore in qualsiasi rapporto sociale.

“Un frammento dovrebbe essere separato dal mondo circostante come una piccola opera d’arte, e compiuto in se stesso, come un riccio” (Friedrich Schlegel, altro filosofo tedesco vissuto tra XVIII e XIX sec.).

Andrea Guerzoni scrive e disegna aforismi per consegnare in pochi istanti un frammento dell’esistenza.

In una situazione, al tempo stesso tragica e comica, il pianto e il riso, l’alto e il basso, il sublime e il triviale si intrecciano in un unico “ri-tratto”.

Il tono mordace, la levità gradevole quanto ingannevole che fa da supporto a contenuti in genere ponderosi, sono la sua cifra stilistica.

Selezione mostre personali recenti:

2008     “La classe non è acquario”, CMM Centro MultiMediale, Piossasco (To)

2007     Altri aforismi”, Dinoitre, Orbassano (To), MOOD, Torino,

Frammenti”, Argonauta, Torino, La Gang del Pensiero, Torino,

2006 “La poesia non è un babau”, Mood Libri&Caffè, Torino.

Selezione mostre collettive recenti:

2008     “Zooart 08”, VII ed., Giardini Fresia, Cuneo,

“Acqua in Arte”, Galleria di Arte Contemporanea, Arezzo,

Palazzo Panciatichi, Pinacoteca del Consiglio Regionale della Toscana, Firenze.

2007 Segni”, Cavallerizza Reale, Torino,

L’arte, il Natale e due palle”, Galleria Cristiani Porta Palatina 13 Torino,

“Segni, viaggio nel disegno contemporaneo”, Galleria Endemica, Roma, Galleria San Lorenzo, Milano.

2006     “Segni”, Cenacolo Felice Casorati in Campidoglio, Torino,

Rendiamoci visibili, sempre. Contro l’emarginazione delle persone con disagio psichico”. Manifesti di sensibilizzazione sui problemi e la prevenzione mentale, Regione Piemonte.
Andrea Guerzoni è nato a Torino nel 1969, dove attualmente vive e lavora.

www.andreaguerzoni.it


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DRESSING UP – aprile/maggio 2009

Associazione Culturale Daydreaming Project presenta:
MOSTRA
DRESSING UP

Disegni e dipinti di Chiara Perini

18 Aprile > 16 Maggio  inaugurazione Sabato 18 Aprile h 17

Libreria “LA CORTE DEL LIBRO” Via Roma 11 Tolmezzo (UD)

Dressing up, è il titolo dell’esposizione: travestimento, trasformazione, finzione, farsa
Chiara Perini, artista italiana da anni ormai trapiantata a Londra, ci propone olii e disegni a matita che ritraggono corpi e ritratti di inquietanti donne-bambine che spiazzano lo sguardo del fruitore e che pongono importanti e provocatorie domande inerenti il genere, la sessualità, l’oppressione, la repressione esercitate sull’infanzia e sulla costruzione della propria identità.

Angeli, fatine, principesse evocano l’immaginario stereotipato di un soggetto femminile decontestualizzato e atemporale, tanto lontano dal mondo reale e terreno, quanto vicino al mondo incantato delle fiabe, al magico, al divino. Le opere proposte spaziano dalla bellezza eterea degli angeli tesi ad ingraziarsi il divino fino a quella più materiale delle principesse atte a conquistarsi il tanto sognato principe azzurro; esse offrono una chiave di lettura alla costruzione dell’identità femminile, lontana dall’essere frutto della biologia o di una ricerca individuale ma che pare trovarsi nella trasmissione sociale di valori e credenze dettate da un potere consolidato e quindi imprescindibili dallo squilibrio che ancora caratterizza le regole che guidano i rapporti tra i generi.  Chiara Perini, con queste immagini ha permesso a se stessa e ai suoi soggetti di trasformare “un ruolo” da passivo oggetto di rappresentazione e fonte d’ispirazione a quello attivo di artista ed è stata capace di esprimere con originalità un’immagine “altra” del mondo femminile per ricordarci che il cammino verso l’emancipazione  non tocca soltanto la sfera dei diritti civili, ma passa anche attraverso i controversi segni del mondo dell’arte figurativa.

E nell’immagine di un pianto, che diventa smisuratamente urlo, si intravede la speranza di un possibile cambiamento.

Marisa Ulcigrai
Presidente di FOTOGRAFAREDONNA
Associazione Culturale di Donne Fotografe


Non so se nella sua storia di artista vengano prima gli oli o le matite. In entrambi i casi un critico provetto troverebbe percorsi e ascendenze mirabolanti, ma a me piace il gioco di assonanze e dissonanze.

Perché tanto “carucci” sono i bambini delle matite quanto sgraziati quelli martoriati dall’oli. Io guardo al problema tecnico: per esempio l’olio non si cancella ma si può solo modificare e allora Chiara rinuncia a stenderlo con l’attenzione della matita ma cerca altre potenzialità espressive. E poi l’olio non permette il tratto sottile e leggero della matita ma suggerisce la sfumatura, tenue o aspra. Chiara risolve il problema tecnico trasformando l’olio in un’arma feroce con cui supera il particolare nella foga espressiva di bambini che urlano e si dibattono per esprimere una violenta disperazione.

Qual’è la disperazione di questi bambini? Guardate gli abiti stritolanti come gabbie inattaccabili. E non pensate all’abito della prima comunione che nella sua candida grazia geometrica è piuttosto un omaggio alla severa e dolce sacralità umanistica di Antonello da Messina, ma alla bambina con la bambola che affida la sua ansia di vivere ai piccoli fiori colorati della ghirlanda, come un disperato messaggio nella bottiglia a un mare incolore, che non può che essere, tecnicamente guardando, minaccioso e infinito.

Il richiamo alla bad painting inglese di qualche anno fa va qui alle sue oscure radici. L’artista piega non solo una tecnica ma anche uno stile a ciò che le è più caro, alla ricerca di un carattere dominante come una colpa originale. Siamo lontani dall’ormeggio sicuro di qualsiasi isola culturale. Qui stiamo scendendo con Chiara nel ventre buio di una lontana educazione repressiva con enorme coraggio e sincerità. E’ la protezione dell’estetica ad aiutarla in questo difficile viaggio catartico che, come una tragedia greca, diventa paradigma dell’oggi. Ecco in che modo ci interessa la sua struggente testimonianza: nell’urlare che il passato non è poi così passato. Basta guardarci intorno.

Ma guardate bene le matite, perché esse hanno tutt’altro carattere. Qui la sofferenza è trattenuta a forza dai bei vestitini descritti con minuzia. Qui il dolore è ancora più forte che negli oli dove almeno i bambini si possono dibattere e urlare. Qui c’è una rassegnazione che solo la matita può esprimere e non per volontà dell’artista ma a causa della tecnica. La matita esige infatti il particolare e la precisione, cioè una capacità di concentrazione sul modo in cui il singolo segno può modificare l’intero ritratto da rendere l’esercizio del disegno simile a quello della meditazione.

E’ così che nel disegno non prevale un singolo moto, magari violento, dell’anima ma un equilibrio difficile e sofferto tra caratteri talvolta opposti. Dobbiamo amare il ricco vestito per dichiararlo prigione, e dobbiamo trovare la dolcezza dello sguardo prima di esprimere la sua disperazione.

Grande e difficile il disegno, ma certo non liberatorio come la pittura.

Cos’è allora che viene prima nella storia di Chiara? Ha iniziato a dipingere dopo aver molto disegnato? O viceversa ha dovuto urlare prima di meditare? Ma forse questi sono solo fatti suoi.

Mauro Tonini

Chiara Perini, nata a Gorizia nel 1965, dal 2000 vive e lavora a Londra.

Dopo una carriera nell’ambito della ricerca sociale e di mercato, Chiara decide di esprimersi come artista.

Nel 2004 consegue il Diploma Post Laurea in Belle Arti al Chelsea College of Art and Design di Londra. Da allora
lavora come artista e insegnante free-lance. I temi dominanti nel suo lavoro sono gender e sistema educativo.


Mostre Personali

2009 – Dressing Up
Teatro Miela – Trieste (Italy)

2008 – Dressing Up
Ce.Ri.Do.- Centro Riceca Documentazione Arte Contemporanea
Fiumicello (Italy)

2003 – It’s Time to Play
Istituto Italiano di Cultura – Prova d’Orchestra – Londra (UK)

Mostre Collettive

2008 – Parto e Ospedalizzazione
a cura dell’associazione Terrapraena – Napoli (Italia)

2007 – Maninfesto – Pittura e Disegno in Friuli Venezia Giulia
Mostra degli 8 finalisti del Concorso
Villa Manin – Centro di Arte Contemporane – Passariano (Italia)

2006 – Mostra annuale degli Associati: i 12 Finalisti
Studio Voltaire – Londra (GB)

2004 – Mostra Fotografica sulla Violenza Domestica
Limelight Gallery (Lewisham) – Londra (GB)

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I volti di Levi – gennaio 2009

I volti di Levi

mostra fotografica di
Domenico Notarangelo

Le foto di Domenico Notarangelo, scattate negli anni ’60 nei luoghi della Lucania dove Carlo Levi venne confinato dal fascismo e dove è ambientato il libro Cristo si è fermato a Eboli, raccontano di un mondo ormai lontano e scomparso. Ad esso ritorna la memoria e la riflessione dell’Autore:”Vedevo volti di uomini e di donne, vedevo asini e uomini e donne legati a un unico destino…… le mie foto arrivano a trent’anni dal confino di Carlo Levi, eppure sembrano immagini di una storia eterna, dove le ore trascorrono nella fissità del destino, e datano un’epoca che solo più tardi verrà spazzata via.”

Pugliese di nascita, lucano di adozione, classe 1930, Domenico Notarangelo ha svolto a Matera per oltre mezzo secolo l’attività di giornalista, di dirigente politico e operatore culturale. Per molti anni come corrispondente dell’Unità è stato impegnato in battaglie giornalistiche e politiche per il progresso delle popolazioni meridionali. Coincide con questo periodo la sua scoperta della fotografia da lui utilizzata quasi ogni giorno sulle pagine del quotidiano comunista per documentare e denunziare le condizioni di arretratezza e di miseria della Lucania.

Sin dai primi anni di permanenza in Basilicata fu impegnato a svolgere ruoli importanti nel campo della cinematografia collaborando con numerosi registi, fra cui Luigi zampa, Pier Paolo Pasolini, Francesco Rosi, Liliana Cavani, Lino Miccichè e i fratelli Taviani. Sul set de “Il Vangelo Secondo Matteo” fu chiamato da Pasolini a interpretare la parte del Centurione. Per tutta la lavorazione del film assistette il Maestro anche nella scelta di numerose comparse, fra cui quelle dei sacerdoti e dei farisei. A lui Pasolini permise di scattare sul set numerose fotografie. Collaborò anche con Francesco Rosi nella scenografia di “Cristo si è fermato ad Eboli” a fianco dello scenografo Andrea Crisanti, stringendo un saldo rapporto di amicizia con Gian Maria Volontè.

Nel corso della sua attività politica, come dirigente di primo piano del PCI lucano, per oltre un trentennio ha documentato con la fotografia e con filmati lo svolgimento delle manifestazioni sindacali e politiche. In tempi più recenti si è dedicato allo studio della stampa periodica meridionale pubblicando numerosi volumi sul giornalismo lucano e pugliese. Appassionato di fotografia ha raccolto e documentato per lungo tempo testimonianze di costume e di tradizioni popolari e religiose in Puglia e Basilicata dando anche alle stampe diversi volumi di antropologia.

Come operatore culturale ha promosso mostre e rassegne d’arte, in modo particolare di pittori e scultori lucani e di artisti popolari delle cui opere ha raccolto un vasto bagaglio di fotografie. Ha allestito numerose mostre delle sue fotografie. Il suo archivio è oggi un punto di riferimento importante per quanti, studenti e studiosi, vogliano svolgere ricerche di carattere storico locale.

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DDexpo – dicembre 2008

DDexpo 2008

“Dalle gallerie virtuali agli spazi reali”

mostra collettiva

inaugurazione: sabato 6 dicembre, ore 17

alla Corte del Libro, via Roma  11/13 Tolmezzo

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SALAM! JULE’ ! NAMASTE! – novembre 2008

SALAM! JULE’ ! NAMASTE!
Kriptikchri vs Papuck

Digital vs analogic

La Corte del LLibro Via Roma 11/13 Tolmezzo (UD)

SABATO 1 NOVEMBRE 2008
h 17.30

La conoscenza del mondo richiede molta fatica. Non si tratta di un piacere, ma di uno sforzo che esige concentrazione e il desiderio di conoscere altre genti e altre culture”

Ryszard Kapuscinsky

Tra le molteplici fotografie scattate nei viaggi compiuti nell’India del Nord vengono esposte quelle immagini dove il viaggio si è per un istante insinuato tra le pieghe della luce, di un vestito, di una nuvola, di un sorriso. Immagini che rievocano l’emozione di un incontro unico con l’Altro, unico e universale.

Paola Castellan e Christiana Viola vivono e lavorano a Trieste. Si sono appassionate alla fotografia grazie ai viaggi, al teatro, allo stupore e all’emozione vissute guardando le foto dei grandi maestri.

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FRAMES OF MIND – giugno/luglio 2008

FRAMES OF MIND

mostra di


Oli e acqueforti
La Corte del LLibro Via Roma 11/13 Tolmezzo (UD)

Inaugurazione 14 giugno  2008 h 17
I dipinti sono ritratti emotivi del mare triestino. In essi convogliano le complessità simboliche che la linea d’orizzonte racchiude in una città di frontiera.
Il colore è appoggiato sulla tela lentamente, sovrapposizioni di veli sottili creano un rapporto biunivoco tra l’azione dell’autore e quella della materia stessa.
Le apparizioni rievocano il centro della vita: la nascita.
la mostra proseguirà fino all’  31 luglio  2008

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METROPOLIS – maggio/giugno 2008

METROPOLIS

MOSTRA GRAFICA DI GUGLIELMO MANENTI

La Corte del LLibro Via Roma 11/13 Tolmezzo (UD)

Inaugurazione sabato 17 Maggio h 18,30 2008  h19

Guglielmo Manenti (www.guglielmomanenti.it) nasce a Scicli nel 1976, vive e lavora a Modica (RG).
Scrive Alessandro Graeff :
“Guglielmo cammina sul confine. Lui mette il suo piede sulla cresta che collega il mondo funzionale della tecnica con il mondo senza funzione della fantasia. Nel ciclo “Metropolis” possiamo assistere all’ apparizione di una lucertola gigante che fa un biglietto sulla metropolitana, dall’ altra parte noi esseri umani ad assistere a questa scena come una cosa normale.”

la mostra proseguirà fino al 13 giugno 2008

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